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Una pandemia potrebbe uccidere 900 milioni di persone: lo dimostra un esperimento di laboratorio

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Sebbene la nostra sia riconosciuta essere la società del progresso più estremo, un progresso mai conosciuto nelle epoche storiche passate, le pandemie potrebbero continuare a mietere facilmente vittime a milioni e ben poco potrebbe fare la nostra medicina. Un semplice test effettuato in laboratorio ci spiega come un’epidemia potrebbe uccidere ben 900 milioni di persone.

Popolazione decimata, l’esperimento della John Hopkins University

L’esperimento di laboratorio rivelatore è stato realizzato dai ricercatori della John Hopkins University, i quali hanno simulato la diffusione di un agente patogeno che sia più pericoloso di agenti patogeni capaci di scatenare malattie come la SARS, per testare l’impatto sulla popolazione e le misure che i Governi potrebbero mette in atto per difendersi.

L’esperimento di laboratorio è durato per molto tempo: dopo 20 mesi dall’inizio dell’esperimento, si è riusciti a stabilire con certezza che nel mondo ci sarebbero 150 milioni di morti e che nessuno sarebbe in grado, dopo più di un anno e mezzo dall’inizio del disastro, di trovare una cura efficace. La simulazione, terminata a maggio, avrebbe portato ad una cifra definitiva di 900 milioni di morti. L’agente patogeno modificato in laboratorio si chiama Clade X ed è stato progettato ad hoc per diffondersi con la stessa facilità della SARS già citata.

Nuove malattie prodotte in laboratorio: il pericolo è realistico

L’esperimento condotto in laboratorio ha messo in luce la pericolosità degli agenti patogeni modificati dall’uomo. Il pericolo è reale: in laboratorio si possono volontariamente produrre malattie non curabili con gli antibiotici di cui attualmente si dispone, e questo è quanto sentenziato da un rapporto consegnato al Pentagono americano. Il pericolo potrebbe portare presto ad un’allarmante proliferazione delle armi batteriologiche.

Sulla questione ha detto la sua anche Michael Imperiale, Professore di Microbiologia e di Immunologia presso l’Università del Michigan: “In sé e per sé, la biologia sintetica non è dannosa. Il livello di preoccupazione dipende dalle specifiche applicazioni o capacità che può consentire. Il governo degli Stati Uniti dovrebbe prestare molta attenzione a questo campo in rapida evoluzione, proprio come ha fatto per i progressi della chimica e della fisica durante l’era della Guerra Fredda.”

Maria Mento