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Novità dal Ministero della Cultura: no alle domeniche gratis nei Musei

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Il ministro dei Beni Culturali vuole abolire le domeniche gratis nei musei

Novità dal Ministero della Cultura: no alle domeniche gratis nei Musei
Alberto Bonisoli, Ministro della Cultura

Per il ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli, l’iniziativa promossa e fortemente voluta dal suo predecessore Dario Franceschini di aprire gratuitamente i musei ed i siti archeologici le prime domeniche del mese è da abolire: “Dopo l’estate elimineremo le prime domeniche del mese gratuite nei musei” afferma convinto il ministro che dopo spiega il motivo di questa sua decisione: “Le domeniche gratis andavano bene come lancio pubblicitario, ma se continuiamo così, a mio avviso andiamo in una direzione che non piace a nessuno. Per l’estate non cambia nulla, ma poi le cose cambieranno”.

Questo non vorrà dire che ci saranno i musei sempre a pagamento, ma che saranno i singoli comuni a decidere se applicare una simile decisione e per quali date farlo. Il ministro pentastellato, infatti, è convinto che ci siano periodi adatti a fare entrare gratuitamente le persone nei musei ed altri in cui non è conveniente: “Il problema è quando si viene costretti dal ministero ad aprire la prima domenica di agosto, con migliaia di turisti stranieri che arrivano e pensano che gli italiani sono pazzi perché li fanno entrare gratis”.

La risposta di Dario Franceschini: “Eliminare le domeniche gratuite sarebbe un errore”

La volontà del successore non è andata a genio a Dario Franceschini che tramite un post sul proprio profilo ha rivendicato la bontà dell’iniziativa ‘Domeniche Gratis’ facendo notare che in questo modo 10 milioni di persone hanno visitato musei e siti arecheologici in 4 anni, numeri che altrimenti non sarebbe stato possibile raggiungere per via del costo d’ingresso: “Questa volta non posso tacere perché le domeniche gratuite non sono una cosa che riguarda me un fatto culturale e sociale che ha coinvolto circa 10 milioni di persone dall’estate del 2014 ad oggi, centinaia di migliaia da Sud a Nord ogni volta, gran parte delle quali è andata in un museo per la prima volta nella vita portandoci i figli o i nipoti”, spiega Franceschini che poi chiede all’attuale ministro: “Perché smettere?” e conclude con un consiglio: “Ci ripensi. Le cose giuste e che funzionano non hanno colore politico. Non faccia pagare un desiderio di discontinuità politica alla cultura e agli italiani”.