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Scene da terzo mondo in un Ospedale del Sud: cartone al posto del gesso per i pazienti al Pronto soccorso

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Mentre si continua a dibattere se accogliere i migranti o meno, tra chi fa propaganda in un senso o in un altro, ci si dimentica degli altri grossi problemi che colpiscono il nostro Paese.

A Reggio Calabria, per esempio, si sta vivendo una vera e propria emergenza legata alla sanità e le immagini che stanno facendo il giro del web fanno vergognare: vediamo infatti un paziente con una gamba rotta contenuta all’interno di un cartone, usata come succedaneo del gesso. A Reggio Calabria, infatti, se ti fratturi un arto di notte non puoi ricevere le cure del caso, giacché il reparto di ortopedia apre la mattina seguente, con i suoi specialisti e il materiale necessario per trattare eventuali danni agli arti.

Ma gli ortopedisti non hanno alcuna colpa: ad Ortopedia i medici non bastano per garantire anche le guardie e di notte sono gli operatori del Pronto soccorso ad occuparsene (facendo quello che possono con quello che hanno a disposizione, usando quindi garze, bende e cartoni).

“È una situazione da terzo mondo anzi neanche lì si vede più”, ha dichiarato Gianluigi Scaffidi, rappresentante dell’Anaoo, il sindacato dei medici ospedalieri. Dal canto loro, la direzione generale dell’Ospedale, s’è così esposta: “Non sapevamo nulla di tutto ciò indagheremo. Per domani mattina (oggi, ndr) è convocata una riunione per chiarire la situazione e individuare gli eventuali responsabili. Di certo prenderemo provvedimenti”.

In assoluto, pare che l’Ospedale viva una problematica di carenza d’organico giacché s’è rirovato a rispondere alle esigenze dell’intera provincia (che conta 750mila abitanti, a fronte di una città di poco più di 200mila persone, per cui era stato progettato l’Ospedale).