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Trovato in possesso di 1800 immagini di bambini torturati: “Non pensavo di fare male a nessuno”

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Pedofilo trovato in possesso di migliaia di immagini di bambini torturati

Trovato in possesso di 1800 immagini di bambini torturati: "Non pensavo di fare male a nessuno"
Russell Jameson

Nel corso di un’indagine contro la pedofilia su internet la polizia britannica ha trovato in casa di un uomo di 70 anni, Russel Jameson, due database pieni di immagini e video di bambini abusati e torturati, tra i quali c’erano anche vittime che si pensa potessero avere tra i 18 mesi ed i 2 anni di età. L’uomo è stato beccato nel corso di un’indagine sul dark web che ha portato alla luce una serie di scambi di immagini riguardanti appunta torture ai danni di bambini.

Questo è bastato ad ottenere un mandato di perquisizione grazie al quale sono state trovate 1802 immagini indecenti riguardanti bambini. Nella collezione abominevole dell’uomo sono stati trovati filmati in computer grafica ed altri amatoriali che riguardavano torture a bambini. Nei due computer sequestrati sono state trovate anche conversazioni previamente cancellate sul dark web o su Omegle in cui l’uomo scambiava immagini di questo tipo ed esprimeva i suoi desideri malati riguardo a quelle immagini. In una di queste conversazioni, riferendosi ad un immagine di una bambina sui 7 anni, questo diceva all’altro pedofilo: “Per me questa ragazza ha un corpo perfetto, la torturerei 2 giorni prima di ucciderla”.

Arrestato per possesso di immagini di bambini torturati: condanna a 5 anni di carcere

Nel corso del processo l’accusa ha sostenuto che gli agenti avessero trovato la collezione di Jameson la peggiore mai trovata e che alcuni agenti hanno avuto bisogno di sostegno psicologico dopo aver visionato alcune delle foto. La difesa ha invece sostenuto che il cliente non era a conoscenza del fatto che scambiare e collezionare immagini di quel genere fosse un reato, ma fosse semplicemente un atto di perversione di cui vergognarsi: “La vergogna del mio cliente è genuina. Non c’è alcuna forma di difesa o giustificazione. Non fugge dal fatto che la maggior parte di quelle immagini sono assolutamente abominevoli. Si era persuaso del fatto che dato che chiunque potesse entrarne in possesso non avrebbe fatto del male a nessuno poiché le immagini erano là fuori che le avesse guardate o meno”.

Nell’emettere la condanna di 5 anni di reclusione il giudice ha detto all’imputato: “Ciò che rende così serie le trasgressioni commesse è il fatto che quei bambini, quei bambini veri che sono stati realmente filmati e che non vivono in un mondo di fantasia. Loro sopportano la sofferenza, il dolore, il disgusto e l’avversione. Quei bambini non si possono difendere”.