Home Esteri: Ultime notizie dal Mondo

Il Sudafrica cambia la costituzione: le terre dei bianchi verranno espropriate senza compenso

CONDIVIDI

Sudafrica: le terre dei bianchi verrano espropriate 

Il Sudafrica cambia la costituzione: le terre dei bianchi verranno espropriate senza compenso
Cyril Ramaphosa, presidente sudafricano

Il partito di governo sudafricano African National Congress sta accelerando la procedura per espropriare le terre ai contadini bianchi (i boeri, discendenti degli europei) e ridistribuirle fra i neri, senza prevedere alcuna compensazione in denaro per i bianchi. Ad annunciare ufficialmente il provvedimento è stato il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa durante un intervento in tv.
“L’Anc metterà a punto, attraverso il processo parlamentare, un emendamento alla Costituzione che definisca in modo più chiaro le condizioni in cui è possibile procedere con l’espropriazione dei terreni senza risarcimento nell’interesse pubblico” ha comunicato il presidente.

Il 73% dei terreni coltivabili è in mano ai bianchi (che sono una minoranza, circa 4 milioni e mezzo, l’8,9% della popolazione) che li hanno in gran parte ereditati dai loro discendenti, i boeri, che per primi coltivarono la terra. Da tempo questa disparità è oggetto di aspri dibattiti politici e buona parte della popolazione ritiene che sia giusto che i discendenti dei coloni lascino le terre coltivate ai nativi. Il fatto che il Sudafrica, al di fuori delle grandi città, sia un Paese abbastanza povero non facilita affatto la convivenza fra i nativi ed i discendenti degli europei. 

La prima proposta di legge, risalente al 2016, meditava di espropriare le terre ai bianchi e distribuirle ai neri ma dietro una equa compensazione. Il neo presidente sudafricano Cyril Ramaphosa invece ha reso più aspro il dibattito ed è giunto a sentenziare che l’espropriazione sarebbe avvenuta senza compenso.
Un provvedimento simile però avrebbe un effetto abbastanza chiaro, quello di comportare l’abbandono del Paese africano da parte degli agricoltori afrikaner, ovvero i discendenti dei boeri. 

In questo processo, i bianchi dovrebbero accettare il crimine dell’apartheid e della colonizzazione, e di come questi crimini abbiano avuto un impatto sui neri. I bianchi dovrebbero mostrare rimorso, cedendo la terra che hanno ereditato attraverso l’espropriazione razzista antinera. La giustizia conduce alla riconciliazione” ha detto il portavoce del partito marxista leninista Mbuyiseni Ndlozi, partito spesso avvicinato al suprematismo nero. 

Il partito ANC da solo non ha la maggioranza dei due terzi per modificare la costituzione, ma ci riuscirà con il sostegno del partito della sinistra radicale Fep. 

Un antecedente pessimo: lo Zimbabwe 

Non tutti sono d’accordo con il provvedimento. Infatti prima del Sudafrica anche lo Zimbabwe, negli anni Novanta, ottenne il trasferimento coatto delle terre coltivate dagli agricoltori bianchi alla popolazione nativa. I discendenti degli europei fuggirono dallo Zimbabwe in preda allo sconquasso politico e quel Paese, una volta conosciuto come “il granaio dell’Africa”, fu costretto a ricorrere agli aiuti del Programma Alimentare Mondiale. Infatti sottraendo le terre agli agricoltori esperti, che le lavoravano da generazioni, non riuscì più a mantenere gli standard produttivi necessari e di conseguenza il Paese attraversò una grande crisi. Qualche giorno fa il presidente dello Zimbabwe Mnangagwa ha restituito ai bianchi le terre sottratte dal dittatore Mugabe, e li ha invitati a tornate per coltivarle. 

82mila afrikaner hanno già lasciato il Sudafrica 

Del resto da tempo numerosi discendenti dei boeri hanno deciso di lasciare il Sudafrica, dove il clima è particolarmente acceso e molti Afrikaner hanno denunciato che vi sono violenze e rapine sfociate nel sangue ai loro danni.
Negli ultimi anni 82mila Afrikaner hanno deciso di lasciare il Sudafrica; c’è chi l’ha fatto perché sapeva che prima o poi il Sudafrica avrebbe approvato la riforma costituzionale, chi era ridotto in povertà, chi era stanco di rischiare la vita in un Paese violento per un pezzo di terra. 

Le terre degli agricoltori bianchi sono quotidianamente oggetto di attacchi da parte dei banditi. Da varie regioni del Paese arrivano continuamente notizie di omicidi di agricoltori” racconta un sudafricano, Yan Slebus, capofamiglia che si è trasferito in Russia. L’AGRISA, organizzazione sudafricana per i diritti degli agricoltori, denuncia 47 uccisioni di agricoltori negli ultimi due anni. Inoltre la popolazione è convinta che gli afrikaner non siano graditi nelle cariche pubbliche. 

Gli Afrikaner che vivono in cambi abusivi, vere e proprie baraccopoli e che sono

afrikaner
Sono molti gli afrikaner poveri in Sudafrica

sotto la soglia della povertà, sono circa 450mila.
Nonostante ciò, molti Paesi occidentali – il Canada, ad esempio – si rifiutano di riconoscere i bianchi sudafricani come soggetti che possono richiedere l’asilo. Non è certo un caso quindi che molti sudafricani si siano rivolti direttamente alla Russia, che sta concedendo loro i terreni di Stravopol, una grande regione con tanto terreno fertile incolto.
Insomma, i sudafricani si trasferiscono a coltivare le terre in Russia, dove sono al riparo da provvedimenti di confisca e dalle violenze.
Vladimir Poluboyarenko, delegato ai diritti umani nel Territorio di Stavropol ha contato le persone interessate a trasferirsi: circa 15.000.

Al di là di tutto, è evidente che il Sudafrica post Mandela non sia quel paradiso terrestre di tolleranza e di convivenza pacifica razziale. Anzi. Nonostante però gli occhi del mondo siano categoricamente chiusi su quello che più di una persona ha cominciato a chiamare “apartheid contro i bianchi”. 

Grazia Roversi