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500 firme per non far espellere Fassar, l’immigrato che aiuta la comunità: firma anche il sindaco legista

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Fassar benvoluto da tutti, potrà rimanere  

500 firme per bloccare il rimpatrio di Fassar Marcel Ndiaye, un giovane

500 firme per non far espellere Fassar, l’immigrato che aiuta la comunità: firma anche il sindaco legista
Fassar Marcel Ndiaye

senegalese che vive a Castelbelforte, nel Mantovano, e che da qualche anno ormai è diventato un factotum davvero importante per quella piccola comunità.

Il ragazzo è arrivato nel 2013 e da allora è diventato una colonna portante per quella piccola comunità. Partecipa alle attività in oratorio, aiuta gli anziani, fa volontariato, e il don Alberto Ancellotti lo ospita nella canonica. Così quando è scaduto il permesso di soggiorno di Fassar, tutto il paese si è mobilitato per chiedere che il giovane non venisse espulso ma che potesse rimanere in Italia.
Dalla sua parte anche il sindaco del Carroccio Massimo Gazzani. 

Le 500 firme della petizione raccolte a favore di Fassar Marcel Ndiaye sono state suffragate anche dal sindaco leghista del paese, del tutto favorevole che il giovane senegalese resti in Italia. Tanti cittadini si sono detti disponibili ad assumerlo, il parroco ha chiesto alla diocesi di potergli dare un impiego come sagrestano. 

Fassar potrà chiedere un altro permesso di soggiorno 

Ora Fassar Marcel Ndiaye potrà presentare la documentazione per ottenere un nuovo permesso di soggiorno. Dopo 4 anni di convivenza, tutta la comunità si è affezionata a quel ragazzo che aiuta davvero tutti, fa volontariato, assiste gli anziani: hanno anche organizzato una festa in suo favore. 

“Fa volontariato in varie associazioni, canta nel coro parrocchiale ed è un tuttofare sempre disponibile a occuparsi delle piccole riparazioni necessarie in paese, soprattutto per gli anziani. Non è arrivato in Italia sui barconi, ma dalla Francia, dov’era andato a cercare lavoro per mantenere i suoi due figli rimasti in Senegal. Là non ha avuto fortuna ed è venuto qui per raggiungere un suo compaesano. Si è subito messo a studiare l’italiano e ora è parte della comunità” spiega il don.
Ora Fassar può restare.