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Ondata di caldo killer: oltre 650 morti. E non è ancora finita…

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Un caldo estivo record quello che si sta registrando in questo 2018 in tutto il continente europeo e non solo. La situazione più spaventosa, per adesso, la sta vivendo il Regno Unito, dove il caldo killer ha mietuto già oltre 650 vittime. E, purtroppo, siamo ancora lontani dall’arrivo dell’inverno.

Regno Unito, il caldo killer ha compiuto una strage

663 morti in più rispetto allo stesso periodo nell’arco degli ultimi 5 anni. Questo dice la pesantissima statistica stilata in Gran Bretagna dall’Office for National Statistics, secondo cui il caldo killer, tra giugno e luglio, avrebbe mietuto oltre 650 morti. Particolarmente a rischio, ovviamente, gli anziani con patologie renali e/o cardiache, a cui i medici chiedono di fare particolare attenzione in futuro. questo perché il caldo killer è destinato a non finire nell’arco di poco tempo: ancora in questo fine settimana e per la settimana entrante sono previste temperature elevate. Il picco massimo è stato registrato a Heatrow (ben 35°), ma la temperatura record di 38,5° fatta registrare nel Paese non è ancora stata toccata. Nel resto d’Europa, come adesso vedremo, le temperature hanno raggiunto picchi più elevati e con ben 10° di scarto.

Morti per troppo caldo, è allarme anche nel resto d’Europa

Anche nel resto dell’Europa è allarme caldo. In Spagna, dove nei giorni scorsi le temperature hanno toccato un massimo di 44°, due persone hanno perso la vita per un colpo di calore: si tratta di una persona anziana, 78 anni, e di un operaio impegnato a lavorare in autostrada.

In altri Paesi del vecchio continente l’allarme per il caldo rimane massima, sebbene ancora pare non si siano toccate le punte più estreme: in Portogallo, dove si sono raggiunti i 45°, si teme fortemente il rischio incendio, mentre in Svezia le temperature hanno causato lo scioglimento dei ghiacciai sulla vetta più alta del Paese (che ha vissuto il luglio più caldo degli ultimi 250 anni). L’Olanda, con i suoi 35°, è in allarme per il rischio siccità.

(Foto d’archivio)

Maria Mento