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Parla la madre di Bin Laden: “Osama? Colpa delle cattive compagnie”

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Osama Bin Laden, il terrorista leader di Al-Qaeda ucciso il 2 maggio del 2011 nel corso di un’operazione militare condotta dagli Stati Uniti su ordine dell’allora Presidente Barack Obama, verrà ricordato come uno dei capi con più carisma e seguito che sia mai stato capace di guidare un movimento terroristico. The Guardian è riuscito ad ottenere un’intervista con la madre di Osama Bin Laden, che ha parlato in questi termini del figlio.

Osama Bin Laden trascinato dalle cattive compagnie: la parola alla madre

È una delle menti che ha ordito il gravissimo attentato terroristico alle Twin Towers, avvenuto in una data che è diventata ormai storica: l’11 settembre 2001. Eppure, Alia Ghanem, la madre di Osama Bin Laden, non ha esitato a dichiarare che suo figlio era un bravo ragazzo, come molti ce ne sono al mondo. La donna, intervistata dal corrispondente per il Medio Oriente Martin Chulov, si è rammaricata delle azioni del figlio ed in particolare di una: quella di non aver ascoltato i suoi consigli ma le cattive compagnie che lo hanno portato a diventare il terrorista di cui tutti abbiamo avuto notizia.

Alia Ghanem ha raccontato di come, inizialmente, Osama Bin Laden fosse un orgoglio per la famiglia e che negli anni ’80 aveva combattuto in Afghanistan contro i russi. Poi l’inesorabile trasformazione in terrorista senza scrupoli, grazie all’influenza negativa di Abdullah Azzan (membro dei Fratelli Musulmani), di cui la donna ammette di non essersi accorta: «Non mi è mai venuto in mente. Quando abbiamo saputo eravamo tutti indispettiti: non volevo che succedesse, perché buttare via tutto così?»

Osama Bin Laden e l’11 settembre, il fratello Ahmad racconta lo shock

Alia Ghanem, circondata dagli altri suoi due figli Ahmad e Hassan, ha parlato di un Osama Bin Laden inedito: un ragazzo timido, pio e determinato, che le voleva bene e che adorava studiare. Poi l’inizio della frequenza universitaria che ha segnato una svolta e lo ha trasformato senza rimedio in un uomo senza scrupoli. Persone incontrate in quell’ambiente “gli hanno fatto il lavaggio del cervello”, sostiene la donna.

Ed ancora, le parole di Ahmad sullo shock subito con gli attentati di New York: «Dopo New York eravamo sotto choc. Abbiamo saputo tutto fin dall’ inizio, nelle prime 48 ore. L’ intera famiglia è rientrata in Arabia Saudita da ogni parte del mondo e per molto tempo non abbiamo potuto muoverci, eravamo controllati e ci era vietato uscire dal Paese». Il fratello di Bin Laden ha anche parlato di suo nipote, quel figlio che oggi chiede vendetta per la morte del padre, nella speranza che possa non seguire le orme del fratello ucciso nel 2011.

Maria Mento