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Guerra biologica in Occidente? Secondo le agenzie pro-Isis la possibilità c’è

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L’Isis torna a minacciare il mondo occidentale. Dopo le minacce (per fortuna mai concretizzatesi) che hanno gettato un’ombra sui Mondiali di calcio di Russia da poco terminati, la paura adesso è tutta rivolta verso quanto stanno sostenendo le agenzie stampa pro-Isis in questo periodo. Il pericolo sarebbe quanto mai realistico: l’Isis vorrebbe condurre una guerra biologica contro l’Occidente.

Guerra biologica all’Occidente, cos’hanno rivelato i media

Nonostante le cocenti sconfitte recentemente riportate in Siria ed Iraq, il portavoce dello stato islamico avrebbe esortato i suoi seguaci a scatenare una guerra biologica in occidente, facendo uso anche di germi che solitamente si annidano nelle feci dei ratti. A sostegno di questa ipotesi esiste un video di propaganda nel quale si accusano chiaramente le forze militari occidentali, colpevoli- con la condotta tenuta in città come Mosul e Raqqa– nel far divenire i Paesi in questione scenario di “prova” da parte dell’Isis per le bombe al fosforo e i gas tossici. La notizia dell’esistenza del minaccioso video è stata data da MEMRI (Middle East Research Institute), che non ha mancato di fare un resoconto dettagliato sul file.

“Vi faremo temere l’aria che respirate”: sullo sfondo della scena lo skyline di San Francisco ed in primo piano un uomo incappucciato intento a spruzzare un gas (evidentemente tossico) di colore verdastro. È questo uno degli inquietanti messaggi lanciati dagli jihadisti, colpiti nei loro principali avamposti orientali ma ben lontani dal sentirsi seriamente annientati.

L’Isis minaccia la guerra biologica: quanto c’è di vero?

Le minacce lanciate dal ridimensionato stato islamico arrivano a far paura. Esattamente, però, quanto c’è di vero dietro a queste dichiarazioni e quanto bisogna tenere il pericolo di pandemie appositamente diffuse dai terroristi? Secondo gli agenti specializzati in questo settore l’eventualità di una guerra biologica è davvero remota, e questo perché l’Isis dovrebbe possedere mezzi sofisticati per riuscire a mettere in pratica tale proposito. Intanto, la guerra agli jihadisti continua e si è spostata nelle zone montuose: con scarsi risultati, per il momento, viste le scarse risorse di cui dispongono le risorse speciali, almeno secondo quanti dichiarato da Hisham al-Hashimi (storico e ricercatore in Sicurezza ed Affari strategici).

Maria Mento