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Argentina, l’aborto rimane illegale. La dicussione potrà essere ripresa soltanto nel 2019

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Era maggio, in Irlanda si votava per l’abrogazione di una delle leggi in materia d’aborto più restrettive d’Europa.

Gli irlandesi andarono alle urne per un referendum e con il 68% dei voti decisero di abrogare la legge (che puniva l’aborto con pene fino a 14 anni di carcere, consentendo ipocritamente di effettuarlo all’estero, ivi compresa l’Inghilterra).

Anche per questo motivo, in Argentina si credeva che i tempi fossero maturi per l’abrogazione di una legge del 1921 che causa l’ospedalizzazione di decine di migliaia di donne che abortiscono in maniera clandestina (e che consente l’aborto solo in casi di stupro e di rischio per l’incolumità della madre ma che non obbliga i medici a praticarlo, in questi casi limite).

Nonostante ciò – e nonostante un appoggio trasversale proveniente dalle piazze di tutto il mondo, dove donne vestite di verde sono scese in solidarietà delle argentine – il Senato ha bocciato il disegno di legge, dopo un dibattito durato 12 ore (20 erano state le ore di dibattito alla Camera, dove il disegno di legge era passato per un pelo).

Per come funziona la legge argentina, sarà possibile tornare a parlare di legalizzazione dell’aborto soltanto nel 2019, quando frattanto gli argentini andranno alle urne per scegliere l’eventuale erede del Presidente Macrì.

Sarà sicuramente uno dei temi della campagna elettorale in una Argentina sostanzialmente spaccata in due (durante il dibattito al Senato, gli argentini hanno preso due piazze: una – più popolata, la “abortista” – colorata di vedere; l’altra colorata di blu).