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Scandalo contro la famiglia Renzi: sottratto denaro destinato ai bimbi africani?

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Uno scandalo di enormi proporzioni si è abbattuto sulla famiglia Renzi. Secondo quanto emerso da un’indagine della Procura fiorentina, raccontata nei suoi sviluppi dal Corriere della Sera, una cifra ampiamente superiore a 6 milioni di dollari, interamente destinata ai bambini africani, potrebbe essere stata dirottata in altre società; è l’ipotesi della Procura di Firenze, che indaga sulla destinazione dei finanziamenti erogati tra gli altri da Unicef e Fondazione Pulitzer oltre che da altre onlus americane e australiane, che avrebbbero dovuto sostenere i bambini africani denutriti dando concretezza alle attività e ai progetti dell’associazione Play Therapy Africa.

L’inchiesta della Procura

Stando alla ricostruzione della procura però, di questa somma solo una minima parte sarebbe effettivamente finita all’associazione ed i restanti 6,6 milioni di dollari sarebbero invece finiti su conti privati. Conti che sarebbero ‘vicini’ alla famiglia dell’ex premier ed in particolare ai fratelli Andrea, cognato di Matteo Renzi, Luca e Alessandro Conticini. Obiettivo, secondo le indagini, l’acquisto di un’abitazione in Portogallo ed il finanziamento di alcune società riconducibili alla famiglia Renzi o a sostenitori a lui vicini. si tratta di una cifra troppo alta per poter essere considerata un compenso per il titolare della Play Therapy Africa Limited Alessandro Conticini, che è anche ex direttore dell’Unicef di Addis Adeba.

Soldi sottratti indebitamente?

Attraverso rogatorie internazionali la Procura è riuscita a ricostruire i passaggi di denaro: è emerso che diverse importanti donazioni provenienti dagli Usa sono state destinate alla Play Therapy Africa tra il 2008 ed il 2016 da parte di Unicef, Fondazione Pulitzer e da altre sette no profit. Ma buona parte di quei soldi sarebbero stati prelevati dai conti proprio da Andrea Conticini per essere destinati alle società Quality Press Italia, Dot Media di Fireenze e Eventi6 di Rignano, oltre a coprire un maxi investimento da quasi 2 milioni di euro per la casa in Portogallo. L’inchiesta per appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio contro i tre fratelli prosegue da oltre due anni ma negli ultimi giorni sono emersi nuovi dettagli.