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Migranti, aria condizionata e Sky: la Procura di Vicenza apre un fascicolo contro i richiedenti asilo 

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Migranti, sky e bufale: cosa è avvenuto davvero? 

Migranti, aria condizionata e Sky: la Procura di Vicenza apre un fascicolo contro i richiedenti asilo
Foto d’archivio

La Procura di Vicenza ha aperto un fascicolo nei confronti di un gruppetto di richiedenti asilo della cooperativa Cosep di Vicenza.
Dopo lo scalpore in seguito alla notizia secondo la quale gli immigrati avrebbero richiesto di avere Sky e l’aria condizionata nelle loro stanze – oltre che i documenti, ed un miglioramento dei pasti – si è diffusa su molti giornali la notizia che bollava come bufala il fatto in questione.
Inizialmente infatti non vi era stata una vera e propria conferma del fatto e quindi gli organi di informazione hanno fatto un passo indietro, ma poi Il Giornale di Vicenza ha deciso di approfondire la questione ed ha scoperto che gli operatori del centro hanno anche creato una relazione sugli avvenimenti della sera del 3 agosto, poi consegnata in Procura. 

In realtà il fatto non solo è realmente avvenuto, ma la sera del 3 agosto gli operatori del centro San Paolo di Via Carducci hanno anche chiamato il 113 chiedendo aiuto ai carabinieri. In sostanza gli operatori hanno lamentato che alcuni richiedenti asilo, ospiti del centro, stavano cominciando a lamentarsi in maniera un po’ troppo accesa tanto che gli operatori si sono spaventati. Gli immigrati, a quanto dichiara Il Giornale di Vicenza che ha verificato ieri la notizia, avevano espresso “anche la richiesta di avere Sky per riuscire a vedere i programmi televisivi delle loro reti nazionali”. 

Il centro invia una relazione dettagliata 

La sala radio della Questura di Vicenza quindi ha mandato dei poliziotti in borghese per cercare di calmare la situazione, in quanto alcuni degli immigrati stavano per scendere in strada. Qualche minuto e l’operato dei poliziotti ha portato finalmente la normalità e la tranquillità.
Il Centro San Paolo comunque ha deciso di inviare una relazione dettagliata di quanto avvenuto quella sera alla Procura, su richiesta della Questura. Gli operatori hanno fatto presenti i problemi che stavano incontrando con un gruppetto di immigrati. La relazione è stata girata in Procura, ma secondo le ultime informazioni il procuratore non avrebbe rivelato profili di reato. 

“Ho letto la documentazione ma non ho ravvisato, al momento, reati specifici. Si tratta di comportamenti inurbani e maleducati, che non rappresentano violazione di legge” ha detto il procuratore Antonino Cappelleri.
Ora la Procura ha aperto un fascicolo per controllare meglio se vi siano profili di reato, anche se al momento sono segnalate solo le lamentele di un gruppo di ospiti del centro che – come confermato – riguardavano la mancanza di pasti idonei per gli stranieri di fede musulmana, una tv funzionante, l’aria condizionata per proteggersi dal caldo e soprattutto i documenti d’identità indispensabili per lavorare. 

Roversi Mariagrazia