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Il “terremoto liturgico” di Papa Francesco: da novembre il “Padre Nostro” sarà modificato

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Papa Francesco sta per scatenare, anche in Italia, un piccolo “terremoto liturgico”. Lo sconvolgimento che vuole realizzare Bergoglio riguarda il “Padre Nostro”: il testo potrebbe essere ufficialmente modificato in alcune sue parti già dal prossimo novembre. Alla base di questa decisione ci sarebbe una traduzione non ritenuta corretta di alcuni versi della preghiera forse più cara ai Cattolici.

Padre Nostro, la prima modifica al testo della preghiera è avvenuta in Francia e Spagna

Non ci indurre in tentazione”: sarebbe questo il verso della discordia contro cui ha puntato il dito Papa Francesco già verso la fine dello scorso anno. Il verso del Padre Nostro così come siamo abituati a conoscerlo sarebbe il frutto di una traduzione scorretta e, pertanto, sarebbe giusto operare le opportune modifiche. Così pare abbiano già fatto in Francia e Spagna e così pare succederà anche in Italia dal prossimo novembre.

La modifica, per essere effettiva, dovrà essere approvata dalla Conferenza Episcopale dei Vescovi. La decisione di Papa Francesco non ha lasciato indifferente il ramo più conservatore della Chiesa Cattolica, che non vede di buon occhio lo stravolgimento di una preghiera così radicata tra i fedeli in questa forma. In tal senso si è già schierato Philip F. Lawler, il direttore di Catholic World News.

“Non abbandonarci alla tentazione”: ecco come suonerà il nuovo verso del Padre Nostro

“Non abbandonarci alla tentazione” al posto di “Non ci indurre in tentazione”. La frase, così concepita, starebbe ad indicare che la tentazione è insita nella natura umana e che è compito di Dio non lasciare l’uomo in balìa di questa tentazione. Ciò si attua per mezzo della fede che l’uomo avrà in Dio. Un significato diverso da quello che lascia intendere la frase ancora in vigore, e cioè che l’uomo viene portato alla tentazione da quello stesso Dio che lo dovrebbe salvare. Un significato fortemente equivoco che si sente la necessità correggere.

“Può Dio Padre indurci in tentazione? Può ingannare i suoi figli? Certo che no. Infatti una traduzione più appropriata è “Non abbandonarci alla tentazione”. Trattienici dal fare il male, liberaci dai pensieri cattivi… A volte le parole, anche se parlano di Dio, tradiscono il suo messaggio d’amore. A volte siamo noi a tradire il Vangelo”. Con queste parole Papa Francesco ha spiegato i motivi del cambiamento del testo del Padre Nostro durante l’incontro avuto con i giovani al Circo Massimo.

Maria Mento