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Sostanze non segnalate all’interno dei vaccini, la procura di Torino apre un’inchiesta

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Le polemiche legate ai vaccini continuano a proseguire e, ad alimentarne di nuove, giunge una inchiesta aperta dalla procura di Torino per capire se il vaccino esavalente può essere dannoso per la salute: tutto nasce da un esposto del Codacons, che ha sottoposto al pm Vincenzo Pacileo svariati elementi tra cui gli esami di laboratorio fatti da Antonietta Gatti e Stefano Montanari, specialisti in nanotecnologie.

Secondo questi esami – che hanno dato vita ad un lavoro pubblicato nel gennaio 2017 dall’International Journal of Vaccines and Vaccination (e che potete leggere qui per intero, se avete confidenza con l’Inglese) – all’interno di “tutti i campioni dei vaccini controllati sono contenuti corpi estranei non biocompatibili e bio-persistenti che non sono dichiarati dai Produttori, contro i quali l’organismo reagisce in ogni caso”. (Nello studio, si giunge poi a queste conclusioni: “La nostra ipotesi è che la contaminazione non sia intenzionale, dal momento che è probabilmente dovuta a componenti o procedure inquinate dei processi industriali utilizzati per produrre vaccini, non studiati e non rilevati dai produttori. Se la nostra ipotesi è effettivamente valida, un’ispezione ravvicinata dei luoghi di lavoro e la piena conoscenza dell’intera procedura di produzione del vaccino ci consentirebbe di eliminare il problema“).

Per questo adesso il Codacons cerca di vederci più chiaro.

Come spiegato dall’avvocato Tiziana Sorriento, che ha studiato la questione per il Codacons: “Siamo favorevoli ai vaccini. Ma ci sono mancanze da parte delle istituzioni che devono dialogare con i cittadini, anche nella farmacovigilanza. Chiediamo solo chiarezza“.

Adesso tocca alla procura di Torino fare chiarezza, anche grazie al lavoro dei carabinieri del Nas che procederanno con gli accertamenti e non sono escluse perizie al riguardo.

Massima attenzione sui vaccini esavalenti della Glaxo, quelli che la legge renderebbe obbligatori.