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Il metodo Lega per combattere la povertà: l’introduzione del reato di accattonaggio

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La Lega vuole introdurre il reato di accattonaggio

Dopo aver combattuto l’immigrazione clandestina proponendo un diniego totale (o quasi) dell’assistenza dei naufraghi in acque internazionali ed aver chiuso i porti alle Ong, il neo governo punta a combattere la povertà per le strade, non offrendo assistenza e lavoro ma punendo per accattonaggio molesto i senzatetto. La nuova proposta del ministero dell’Interno punta infatti a punire per legge coloro che chiedendo le elemosina per strada arrecano fastidio agli onesti lavoratori italiani i quali, stando al disegno di legge presentato da sottosegretario all’Interno Molteni, sarebbero addirittura resi insicuri dalla loro presenza in strada.

Molteni cerca di aggirare l’incostituzionalità del divieto all’accattonaggio

Non è la prima volta che viene presentato un disegno di legge che punta ad introdurre un reato di accattonaggio. La prima volta, nel 1995, la proposta è stata rifiutata dalla Corte Costituzionale che ha giudicato incostituzionale tale divieto. Conscio della sentenza il sottosegretario all’Interno ha aggiunto all’accattonaggio la fattispecie della molestia per far rientrare l’accattonaggio nel codice penale. La proposta, che secondo Molteni dovrebbe aiutare sindaci e polizia locale nel gestire la sicurezza delle città, prevede una pena che va dai 3 ai 6 mesi con un ammenda di 3 mila euro (resta da capire come un senzatetto la debba pagare) a chi molesta, e una pena fino ad un anno a chi reca disturbo.

Nel testo Molteni scrive che: “Il reato di accattonaggio è compatibile con la Carta costituzionale se chi mendica lo fa simulando infermità o arrecando disturbo o in modo invasivo” e viene aggiunto anche che chi mendica finora è stato giudicato: “Non punibile in omaggio a una malintesa etica del capitalismo di matrice ottocentesca”. Infine che chi chiede l’elemosina: “In modo fraudolento e vessatorio deve essere arginato e punito perché così facendo provoca l’insicurezza dei cittadini, e quindi un problema di ordine pubblico oltre a ingenerare un forte stato di insofferenza nella collettività”.