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Tragedia A10, quando si parlava della “favoletta dell’imminente crollo del Ponte Morandi”

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“La Favoletta del crollo del Ponte Morandi”, il movimento No Gronda che ha impedito di evitare la tragedia odierna

In un comunicato datato 2013 scritto dal movimento ‘No Gronda‘, un gruppo di opposizione alla costruzione di una nuova autostrada che alleggerisse il traffico sulla A10 e che avrebbe portato alla demolizione o alla ristrutturazione del Ponte Morandi, si leggono i motivi secondo cui il cattivo stato del ponte succitato sarebbe stata un’invenzione per giustificare lo sperpero di denaro pubblico per delle grandi opere in territorio genovese: “Ci viene poi raccontata, a turno, la favoletta dell’imminente crollo del Ponte Morandi, come ha fatto per ultimo anche l’ex Presidente della Provincia, il quale dimostra chiaramente di non avere letto la Relazione Conclusiva del Dibattito Pubblico, presentata da Autostrade nel 2009. In tale relazione si legge infatti che il Ponte “…potrebbe star su altri cento anni’ a fronte di ‘…una manutenzione ordinaria con costi standard’”. Il triste epilogo della vicenda porta a riconsiderare quelle posizioni e sottolinea come le grandi opere previste e discusse da decenni in Liguria fossero una necessità e non un tentativo di dilapidare fondi pubblici. Intanto cresce il bilancio delle vittime legate al crollo del Ponte Morandi: secondo le ultime informazioni giunte sarebbero 22 i morti.

Tragedia A10, la manutenzione ordinaria non è servita ad evitare il crollo del ponte Morandi

Nel corso di questi anni il Ponte Morandi è stato sottoposto ad opere di manutenzione straordinaria per evitare che cedesse sotto il peso dei continui passaggi di automobili, ma questo non è servito ad evitare la tragedia odierna. Resta da capire di chi sia la colpa per questa decisione errata, il dibattito sulla necessità della costruzione della Gronda è infatti continuato fino ad oggi, così come i dubbi sull’affidabilità del ponte. Ma fino a qualche giorno fa il ministro dei Trasporti Toninelli aveva ribadito l’inutilità di un simile esborso di denaro, spiegando che una simile cifra poteva e doveva essere utilizzata per il potenziamento della mobilità sostenibile nelle città.

Al posto della costruzione del nuovo tratto autostradale sarebbe stata finanziata una revisione complessiva del tratto. Dello stesso avviso era stato il vice premier Di Maio che in una dichiarazione aveva detto a riguardo: “Bisogna soprattutto investire sulla mobilità sostenibile, utilizziamo i soldi della Gronda per potenziare il trasporto pubblico, per potenziare la mobilità condivisa, soprattutto quella elettrica, per permettere il trasporto dei passeggeri su ferro”.