Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia

10 ponti crollati in 5 anni: è il terribile bilancio dell’Italia che disinveste nella manutenzione

CONDIVIDI

22 ottobre 2013. Un nubifragio causa il crolla di un ponte a Carasco, in Liguria. Due vittime.
18 novembre 2013. Un’alluvione in Sardegna provoca il crollo di un ponte sulla strada provinciale Oliena-Dorgali. Muore un poliziotto, tre altri agenti feriti.
7 luglio 2014. Crolla un tratto del viadotto Petrulla, nell’agrigentino (in Sicilia). Per fortuna non si contano vittime, solo quattro feriti lievi (tra i quali una donna incinta).
30 dicembre 2014. Nuovamente in Sicilia, stavolta sulla Palermo-Agrigento, crolla un viadotto. Nessun mezzo e nessuna persona coinvolti. La beffa è che il viadotto in questo era stato appena due giorni alla vigilia di Natale. Poco dopo Renzi, twittava così (non vi ricorda niente?)

10 aprile 2015. Un’ondata di maltempo fa crollare un pilone del viadotto Himera sulla Palermo-Catania (ancora in Sicilia…). Nessun ferito, ma Sicilia spezzata in due.
28 ottobre 2016. Un tir da 108 tonnelate attraversa il cavalcavia di Annone, in provincia di Lecco, che passa sulla SS 36 e il ponte cede. Claudio Bertini, 68 anni, si trova a passare di lì proprio in quel momento, alla guida di un Audi. Muore schiacciato.
23 gennaio 2017. Crolla un altro ponte al Sud, stavolta in Calabria. Non sono coinvolte persone.
9 marzo 2017. Crolla un cavalcavia sull’A14 in direzione Ancona. Come nel caso di Lecco, delle automobili si trovano a passare in quell’esatto momento sotto il cavalcavia. Si contano due morti e due feriti.
18 aprile 2017. In provincia di Cuneo, crolla un viadotto della tangenziale di Fossano. Non ci sono fortunatamente vittime (nessuno si trova a passare da lì al momento del crollo e dei carabinierei riescono a mettersi in salvo per tempo). Ancora una volta, un dato beffardo: la struttura era stata realizzata negli anni ’90 e inaugurata nel 2000.
6 agosto 2018. Il dramma più recente: un’autocisterna di Gpl si schianta contro un altro mezzo e l’esplosione provoca il crollo del viadotto-ponte dell’autostrada del raccordo di Casalecchio A1-A14. Due morti e 144 feriti.

E’ il resoconto degli ultimi 5 anni di crolli sulle strade italiane: dieci crolli in cinque anni, prima della immane tragedia di ieri che ha sconvolto l’Italia e il Mondo intero.

Come evidenziato anche dal Corriere: “nonostante gli enormi ricavi delle società di gestione delle concessioni autostradali (7 miliardi di euro: l’83% dei ricavi arriva dai pedaggi), il valore degli investimenti complessivi è sceso del 23,9% e anche la spesa per le manutenzioni è calata del 7,5% (dati 2016 su 2015, ultimi disponibili)”.

Ci manca da sapere quanto ulteriormente siano diminute le cifre investite nella manutenzione delle nostre strade.

Intanto i privati (il Gruppo Atlantia – della Benetton – che controlla Autostrade per l’Italia e che gestisce oltre 3.000 chilometri, e il Gruppo Gavio – che gestisce oltre 1.200 chilometri. Il restante 25% della rete autostrdale è gestito da società controllate da enti pubblici locali e da alcuni concessionari minori. ) continuano a fare profitti.

Speriamo stavolta chi ha da pagare paghi davvero.