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Ritardare la sveglia può rovinarti la giornata, lo spiegano gli scienziati

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Ritardare la sveglia è un abitudine di molti. Gli scienziati spiegano perché questa pratica può rovinare la vostra giornata.

Alzi la mano chi, ancora voglioso di abbracciare il cuscino mentre si trova comodamente sdraiato sul letto, non ha premuto il tasto per posticipare la sveglia e concedersi 5 o 10 minuti di sonno extra prima di cominciare la giornata lavorativa o di studio. Questa abitudine (o vizio che dir si voglia) ci sembra un regalo che facciamo a noi stessi, un modo per permettere al nostro organismo di svegliarci meglio, ma pare che in realtà possa causare disorientamento e disagi condizionando la nostra giornata come una nottata passata in bianco.

A spiegare questo fenomeno sono gli esperti dello Sleep Clinics Service, i quali ci dicono che nel ritardare la sveglia il nostro cervello rilascia una serie di ormoni che ci induce a riprendere il sonno pesante. Una volta entrati in questa fase il ciclo di sonno è in pieno svolgimento e quando la sveglia suona una seconda volta interrompe in modo brusco il nostro riposo inducendo quella che chiamano “inerzia da sonno“, una fastidiosa sensazione di stanchezza che è paragonabile a quella provata dopo una notte in cui non siamo riusciti a riposare correttamente.

Posticipare la sveglia può causare stanchezza e disorientamento

In un’intervista rilasciata al ‘Daily Star‘ gli scienziati hanno spiegato che: “L’inizio del ciclo di sonno non è una buona fase per esserne strappato via dal segnale della vostra sveglia. Questo infatti potrebbe indurvi la sensazione di aver dormito male anche se in realtà avete riposato perfettamente come un bambino”.

Gli esperti infatti evidenziano che quando ci alziamo dal letto abbiamo uno stato confusionale che si protrae normalmente per 30 minuti se la sveglia si attiva al termine del ciclo di sonno, mentre se dovessimo interrompere la sveglia e ricominciare a dormire la sensazione si prolunga in media fino alle 4 ore. Questa sensazione di disorientamento aumenta per ogni volta che posticipiamo la sveglia.