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La bullizzano fino a farle togliere la vita: il dramma di un’infermiera 30enne

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Il bullismo è una piaga sociale che non colpisce soltanto gli adolescenti e non si può osservare soltanto in luoghi ben determinati (come possono essere le scuole o i social, dopo l’avvento del web), escludendone degli altri: il bullismo può interessare anche le persone adulte. La triste storia di Rhian Collins, infermiera di 30 anni che si è tolta la vita perché bullizzata dai colleghi sul posto di lavoro, ne è un lampante esempio.

Rhian Collins, la giovane donna trovata impiccata nella sua abitazione

Rhian Collins, come si può vedere dalla foto che qui vi proponiamo, era una bellissima giovane donna, in apparenza serena. Dalle foto non traspare il dramma che la 30enne stava vivendo e che l’ha portata a prendere una terribile decisione. Rhian Collins, un bel giorno, non ce l’ha più fatta a sopportare le continue vessazioni a cui la sottoponevano i suoi colleghi e ha deciso di suicidarsi impiccandosi in una delle stanze della sua casa di Swansea, in Galles.

Sulla sua morte era stata aperta un’inchiesta ed i parenti di Rhian Collins avevano dichiarato che i colleghi avrebbero reso la vita della ragazza molto difficile sul lavoro, compiendo su di lei dei veri e propri atti di bullismo. Rhian, inoltre, appariva stressata ed esausta: pare che si fosse fissata con la forma fisica e che andasse in palestra 4 volte al giorno. Rhian lavorava al Cefn Coed Hospital, un centro che si occupa prettamente di assistenza psicologica e che offre 193 posti letto ai pazienti bisognosi di cure.

Rhian Collins lascia due bambini piccoli ed il fidanzato

Rhian Collins doveva vivere una condizione di stress emotivo fortissimo, visto che l’esistenza dei suoi due figlioletti e del suo compagno non l’hanno convinta a desistere dai suoi propostiti di suicidio. È  stato proprio il fidanzato a dare l’allarme e a chiamare le forze dell’Ordine: Rhian non apriva alla porta di casa.

David Reed, il fidanzato, ha anche dichiarato che altre volte in passato Rhian aveva minacciato di togliersi la vita, ma nell’ambito di discussioni che terminavano così come erano iniziate ed alle quali lui non aveva dato peso. L’uomo ha scritto un ricordo su Facebook per la sua Rhian: “Ti amo Rhian, dall’inizio fino alla fine, e mi mancherai ogni secondo, di tutti i giorni, per il resto della mia vita”.

L’inchiesta ha concluso che la morte di Rhian sia da ascriversi ad un suicidio volontario. L’azienda ospedaliera presso cui la giovane lavorava ha preso le distanze da ogni forma di bullismo e ha fatto sapere che approfondirà la questione, indagando sugli indizi che hanno portato all’apertura dell’inchiesta.

Maria Mento