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La Cina spaventa gli Stati Uniti: sempre più bombardieri ed esercitazioni, pronti a una guerra?

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I cinesi fanno proprio sul serio: cresce a vista d’occhio il numero di bombardieri impegnati in una fitta serie di esercitazioni con l’obiettivo ultimo di un possibile attacco contro le forze americane nel Pacifico. Nel Mar Cinese meridionale il Dragone ha installato vere e proprie centrali nucleari galleggianti, avanzando molto rapidamente anche per quanto riguarda il piano spaziale e la strategia per l’annessione, attraverso un blitz, di Taiwan.

Il rapporto del Pentagono

Tutto questo emerge dal rapporto annuale del Pentagono sugli sviluppi militari cinesi che, come da ordini di Xi Jinping, si preparerebbe a “combattere e vincere” una possibile guerra. Nel documento, presentato il 16 agosto al Congresso, va di fatto ad ipotizzare gli scenari peggiori che potrebbero concretizzarsi sul medio o lungo periodo. Secondo diversi analisti indipendenti infatti è ancora presto perchè la Cina possa dichiarare guerra agli Stati Uniti dal momento che la forza bellica del primo paese sarebbe ancora molto lontana da quella a stelle e strisce, sia dal punto di vista dell’avanzamento tecnologico che dell’addestramento. Ma ciò non toglie che gli Stati Uniti considerino la crescita militare cinese meritevole di un’analisi, tanto da porla al centro della loro attuale strategia per la difesa del Paese.

Stati Uniti preoccupati dalla Cina

La flotta di bombardieri della Cina sta, nel frattempo, rapidamente aumentando e crescono anche le esercitazioni in volo nell’eventualità di un possibile attacco contro Usa ed alleati. Nell’analisi annuale del Pentagono sulla crescente influenza militare, economica e diplomatica della Cina nel mondo è stato dunque evidenzato come stia crescendo lo sviluppo delle capacità di bombardamento dell’esercito di liberazione popolare con una spesa per la difesa del Paese che nel 2017 ha superato i 190 miliardi di dollari.

Daniele Orlandi