Home Lifestyle Salute

La nuova vita della ‘ragazza senza volto’: ha perso naso, bocca e fronte. L’incredibile trasformazione

CONDIVIDI

Poter tornare a fare, autonomamente, i movimenti essenziali per la sopravvivenza come deglutire e respirare. E poter dimenticare per sempre il triste appellativo che le è stato dato dopo la tragedia: è un lieto fine dopo anni difficili quello di Katie Stubblefield, fino a ieri conosciuta da tutti come ‘la ragazza senza volto’ dopo che, in un tentato suicidio finito male, si è ritrovata senza gran parte del viso. La giovane ha deciso, a causa della dolorosa fine di una relazione e di alcuni problemi salute, di farla finita e ha tentato di uccidersi con un colpo di arma da fuoco. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto: il colpo di pistola le ha portato via fronte, naso e bocca ma incredibilmente Katie è riuscita a sopravvivere, salvata in extremis dai paramedici accorsi sul posto dopo la chiamata del fratello. E così, dopo essersi ritrovata sull’orlo del baratro, la giovane ha dovuto iniziare un percorso tutto in salita per cercare di riprendere a vivere: ma non è stato facile poichè i danni provocati dal colpo di pistola erano davvero gravi, tanto che la ragazza non era neppure più in grado di respirare autonomamente.

Il trapianto facciale e la nuova vita

i medici hanno deciso, dopo ripetuti confronti, di sottoporre Katie ad un delicato intervento di trapianto facciale. L’operazione è stata effettuata in Ohio, nella Cleveland Clinic ed è durata ben 31 ore, nella sua prima parte; ma il risultato ha dell’incredibile. La ragazza ha oggi un volto nuovo e in futuro, grazie ad una serie di altri interventi collaterali, potrà tornare a respirare, deglutire e mangiare da sola: “la vita è preziosa ed è bella” ha raccontato nel corso di un’intervista al National Geographic, aggiungendo di essere in grado “di toccare ancora il mio volto, mi sembra qualcosa di incredibile”.

L’applicazione dell’intervento in futuro

E’ stato il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti a pagare interamente, attraverso l’Istituto della Forze Armate della Medicina Rigenerativa, le cure mediche. In futuro questo tipo di intervento chirurgico, dati gli ottimi risultati ottenuti, potrebbe dunque essere replicato e l’obiettivo è quello di poterlo fare anche in ambito militare, sulle vittime di gravi ferite di guerra.

Daniele Orlandi