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Più alberi ma meno foreste: terra più verde? La FAO dice no

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 La terrà avrebbe una superficie verde maggiore rispetto a 34 anni fa secondo una ricerca

Uno studio condotto dall’Università del Maryland dimostrerebbe che sulla superficie terrestre c’è più verde di quanto ci si aspetti, maggiore addirittura di 34 anni fa: lo studio infatti evidenzierebbe un aumento della copertura degli alberi pari al 7% in tutto il mondo rispetto al 1982. Il motivo di tale fenomeno, in controtendenza con i dati sulla deforestazione presentati dalla Fao nell’ultimo report all’ONU, sarebbe dovuto al surriscaldamento globale e all’inserimento nella statistica degli alberi utilizzati per le colture industriali.

I ricercatori ritengono che le temperature più elevate abbiano permesso la formazione di alberi sulle montagne e nelle regioni prima ricoperte da ghiaccio. Tale fenomeno, favorito dal surriscaldamento globale, avrebbe dunque compensato la deforestazione sempre più gravosa nei paesi tropicali.

La terra più verde di 34 anni fa? Ecco i risultati della ricerca

Dopo aver raccolto i dati, gli studiosi sono sicuri nell’affermare che l’area verde è aumentata dai 31 milioni di km quadrati del 1982 ai 33 milioni di km quadrati del 2016. La crescita maggiore si è avuta in Russia (790.000 km quadrati), nelle foreste temperate continentali (+726.000 km quadrati), nelle foreste boreali (+463.000 km quadrati) e negli USA (+360.000 km quadrati). Sebbene nello stesso tempo sia aumentata la decrescita delle foreste tropicali, a causa della deforestazione, con il Brasile a subire le maggiori conseguenze (-399.000 km quadrati), il fenomeno di crescita nelle zone del nord avrebbe non solo compensato ma addirittura portato ad un aumento delle zone verdi.

Gli studiosi hanno pubblicato la ricerca scientifica sulla rivista ‘Nature‘, ed hanno spiegato il motivo della discrepanza tra i loro risultati e quelli forniti dalla Fao, spiegando che il loro studio ha tenuto conto solamente della copertura di alberi, compresi gli alberi di palme da olio e quelli utilizzati per le colture industriali che hanno sostituito le foreste, mentre l’agenzia dell’Onu considera solo le foreste.