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Soldi di Autostrade a Renzi e al Pd? l’esperto mostra una verità diversa, e riguarda la Lega Nord

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Un autogol politico dopo il crollo del ponte Morandi a Genova? A sottolinearlo è Daniele Cinà, un autore e regista televisivo che scrive anche su Il Fatto Quotidiano e che, sulla sua pagina Facebook ufficiale, ha mostrato un documento che smentirebbe le ultime dichiarazioni del Ministro Luigi Di Maio in merito al denaro che Autostrade Italiane avrebbe erogato al Pd di Renzi per finanziare la loro campagna elettorale. Nel documento il giornalista evidenzia infatti uno scenario totalmente differente: il file diffuso sul social è l’allegato A al bilancio consuntivo 2005 della Lega Nord Padania e mostra il denaro ricevuto dal partito per finanziare le proprie attività politiche. Nella prima parte del documento vi sono le somme erogate da persone fisiche mentre nella seconda parte quelle provenienti dalle società: ebbene tra questa è iundicata anche Autostrade Spa, che avrebbe versato, si legge, 150mila euro.

Il giornalista all’attacco di Di Maio

Cinà a tal proposito sottolinea: “il ministro Di Maio, durante la tragedia di Genova, pur di speculare, attacca i suoi avversari storici Renzi e Pd, accusandoli di essere al soldo di Autostrade. Dopo le opportune verifiche – aggiunge – gli unici ad aver preso soldi risultano essere il Premier Conte e la Lega di Salvini. Mettere in imbarazzo il premier del proprio movimento e l’alleato di governo in un colpo solo non era facile. Ma lui ce l’ha fatta. Bravo Di Maio!”. Il post è divenuto virale in una manciata di minuti, ed in molti stanno condividendo anche su altri social network, quanto mostrato dal giornalista, in attesa che venga fatta maggiore chiarezza.

Il premier Conte ‘nei guai’?

Cinà, nel mostrare lo stralcio di un articolo pubblicato da Lettera 43, ricorda anche che prima di diventare presidente del Consiglio, l’avvocato Giuseppe Conte, si legge, “è stato a lungo consulente legale della stessa Aiscat, l’Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori, e della Serenissima, la A4 Brescia-Padova, delle quali ha difeso con ardore gli interessi di bottega. Direi – si legge – che dire che si sono sentiti tradiri è dir poco”.

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