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Niente foto dei documenti con lo scolapasta in testa. La rabbia dei pastafariani

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Niente foto con lo scolapasta per i pastafariani

Niente foto con uno scolapasta in testa per documenti come la patente o il passaporto. E’ quanto ha stabilito l’Alta Corte dell’Aia, che ha respinto categoricamente la richiesta avanzata dalla setta olandese dei pastafariani. I seguaci della Chiesa del Prodigioso Spaghetto Volante avevano infatti richiesto di poter apparire nelle foto dei documenti con lo scolapasta sulla testa, simbolo del loro credo religioso.

Ma l’Alta Corte dell’Aia, come detto, ha respinto la richiesta perchè non riconosce i pastafariani come religione. Una decisione che non è stata affatto digerita da Mienke de Wilde, il sacerdote fiammingo che appartiene a questo culto.

Il “prelato” ha infatti deciso di perorare la causa davanti alla Corte europea dei diritti umani, convinto di poter far valere alcuni precedenti piuttosto importanti.

In Nuova Zelanda il credo è riconosciuto

Ad esempio, nel 2011, il ministero dei trasporti di Vienna diede il via libera al pastafariano Niko Alm per utilizzare una propria foto con uno scolapasta a mo’ di cappello da applicare sulla sua patente di guida.

Stesso discorso un paio d’anni dopo, quando a Brno, in Repubblica Ceca, Lukáš Nový ottenne il “nulla osta” per la sua carta d’identità. Inoltre, il sacerdote farà presente che la Nuova Zelanda riconosce i pastafariani: l’anagrafe di Wellington ha concesso a questa setta di nominare officianti per il matrimonio, tanto che nel 2016 si è svolta proprio lì la sua prima unione legale al mondo.