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Ponte Morandi: la rivelazione shock, “c’erano anomalie, lo abbiamo segnalato”

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Sul ponte Morandi tragicamente crollato spezzando la vita di 43 persone, bilancio aggiornato alla tarda serata di sabato 18 agosto 2018 con la conferma del decesso di Marian Rosca, il camionista che era rimasto gravemente ferito, erano state rilevate alcune anomalie preoccupanti. A sottolinearlo è il direttore del Dipartimento di Architettura, Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano Stefano Della Torre: proprio questo dipartimento aveva analizzato, con un team di docenti coordinati dal professore Carmelo Gentile, lo stato di salute del ponte per valutarne le condizioni. Analisi che è stata effettuata tra il 9 ed il 13 ottobre e che ha portato alla luce una serie di potenziali criticità: “noi – ha dichiarato nel corso di un’intervista a Repubblica – abbiamo sottolineato delle anomalie che potevano rappresentare delle criticità, e abbiamo fornito anche ulteriori consigli, poi stava ad Autostrade decidere come intervenire. Non possiamo sapere se lo abbiano fatto, ma non credo”.

Le ragioni dello studio

Lo studio, ha spiegato l’esperto “era finalizzato all’ intervento di rinforzo degli stralli per il quale a maggio è stato pubblicato il bando”. E le anomalie più significative vennero evidenziate, in particolare, per gli stralli della pila numero 9: “c’erano Situazioni che potevano essere imputabili alla corrosione oppure ad un difetto di iniezione nel calcestruzzo. Le nostre conclusioni le abbiamo consegnate al committente”. Nello studio è stata inoltre messaa in risalto la particolarità degli stralli ideato dall’ingegner Morandi: “L’ atipica adozione di tiranti, caratteristica del linguaggio strutturale del progettista ed utilizzata in svariate altre realizzazioni, ha richiesto la realizzazione costruttiva in fasi successive. Appare probabile che le differenze osservate siano riconducibili ad una differente presollecitazioni residua nei 4 tiranti, generata da possibili fenomeni di corrosione nei cavi secondari, oppure difetti di iniezione”.

Un altro contatto con Spea dopo lo studio

Della Torre ha infine confermato che dopo la presentazione dello studio vi fu un breve seguito ed un ulteriore contatto con Spea: “Noi suggerimmo l’adozione di sistemi di monitoraggio degli stralli per controllare la situazione 24 ore su 24”. Ma il consiglio non venne seguito: “venne preso in considerazione solo per il progetto di rinforzo”.