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Tratta di esseri umani e riti vodoo contro ragazze minorenni: l’orrore messo in atto da una coppia

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Una vita parallela dedita al traffico di esseri umani, ma anche allo sfruttamento della prostituzione in alcuni casi attraverso ridit vodoo contro ragazze minorenni di nazionalità nigeriana. Con queste accuse due giovani residenti nel quartiere di San Cristoforo, Frank Josiah ed Edith Josiah, coniugi, sono stati fermati dagli uomini della squadra mobile. Contro di loro la Direzione Distrettuale Antimafia ha infatti emesso un decreto che fa seguito ad un’indagine, chiamata ‘Revelation’ che ha portato alla luce uno scenario a dir poco drammatico. I due non agivano da soli ma con altre persone residenti tra Nigeria e Libia e al momento non identificati: un gruppo criminale che si occupava di tratta di persone, reato del quale sono accusati i coniugi con le aggravanti della transnazionalità del reato ma anche di averlo compiuto mediante minacce messe in atto attraverso riti religiosi-esoterici (il vodoo) ai danni di minorenni.

Le indagini

La prima segnalazione giunta alla Questura di Catania risale al 20 aprile 2018 ed ha permesso, l’11 agosto, di arrestare la coppia. Segnalazione che riguardava una minorenne di nazionalità nigeriana costretta a prostituirsi nel cuore di Catania; alle sue spalle un uomo, Frank, rintracciato grazie ad approfondite indagini e ad un’articolata attività investigativa della squadra mobile, in stretto coordinamento con la Dda di Catania, in una casa nel quartiere di San Cristoforo. Sono così stati messi insieme tutti i tasselli portando alla luce uno scenario agghiacciante: avrebbero esposto le giovani vittime ad una serie di gravi pericoli per la loro integrità fisica e per la loro stessa vita, obbligandole ad esempio ad attraversare il paese di origine per raggiungere l’Italia via mare, con il rischio concreto di naufragio. Per poi sottoporle ad una serie di privazioni e alla violenza fisica, oltre ai riti esoterici e all’obbligo di prostituirsi.

Volevano lasciare la città

I due coniugi si trovano nel carcere di Piazza Lanza dopo aver manifestato l’intenzione di lasciare Catania, ragione per la qualela direzione distrettuale Antimafia ha emesso nei loro confronti un decreto di fermo di indiziato di delitto.

Daniele Orlandi