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Tragedia Ponte Morandi, Autostrade per l’Italia non si scusa: “Lasciamo lavorare la Magistratura”

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ponte morandi

I vertici di Autostrade per l’Italia non vogliono ammettere, apertamente, il loro coinvolgimento nella tragedia che ha colpito Genova alla vigilia di Ferragosto. Il crollo del Ponte Morandi ha ucciso 43 persone, eppure in conferenza stampa è apparso chiaro l’intento della società: non esprimersi prima di sentire quali saranno i risultati delle indagini della Magistratura.

Autostrade per l’Italia non si scusa per la strage di Genova

I vertici di Autostrade per l’Italia hanno finalmente rotto il silenzio sulla tragedia del Ponte Morandi che ha ucciso 43 persone. Nella conferenza stampa tenutasi dopo i funerali di Stato che sono stati celebrati sabato scorso dal cardinale ed arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco, ed ai quali i rappresentanti della società hanno partecipato seppur in maniera da fare meno scalpore possibile, Fabio Cerchiai (Presidente di Edizione) e Giovanni Castellucci (Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia e Atlantia) hanno risposto alle domande- spinose- dei giornalisti.

Il loro sguardo, tenuto basso, ed i loro volti contriti, sicuramente in linea con il dramma di quanto avvenuto, non hanno rispecchiato il tenore delle risposte che i due hanno rivolto ai rappresentanti della stampa. Cerchiai e Castellucci hanno chiesto scusa: per il silenzio mantenuto nei giorni del dolore e non per eventuali loro responsabilità insite nel crollo del Ponte Morandi. I due imprenditori stavano lavorando per capire come meglio agire e, nonostante le scuse monche, hanno espresso vicinanza nei confronti dei familiari delle vittime.

Castellucci e Cerchiai non si scusano, l’incredulità dei giornalisti in conferenza stampa

“Ma davvero non volete chiedere scusa per il crollo?”, ha chiesto un giornalista inglese che appare allibito dal profilo tenuto dai manager. “Uno chiede scusa quando si sente responsabile. Lasciamo che sia la Magistrature ad accertare la verità”, ha risposto Giovanni Castellucci. Come a dire: non riconosceremo di essere responsabili se non saranno le indagini a dirlo.

«Il ponte Morandi era un ‘very specific bridge’, un ponte molto particolare: ma ‘safe’, sicuro. Ciò premesso, ho chiesto comunque di fare una serie di analisi e verifiche. È il momento di avere un eccesso di cautela, e di spendere qualcosa in più», ha aggiunto l’Amministratore Delegato. Castellucci ha spiegato, con il sostegno di Cerchiai ed il benestare della famiglia Benetton, come sarà possibile aiutare Genova dopo  la tragedia ed alleviare il peso di quanto successo.

Verrà realizzato un nuovo ponte, in acciaio, che sarà costruito in otto mesi. Verrà erogato anche un fondo da destinare alle emergenze immediate e per le famiglie che saranno costrette a lasciare le loro case, per una cifra complessiva che potrà raggiungere il mezzo miliardo di euro.

Maria Mento