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Nella terra che teme il big one, violenta scossa da oltre 6 di magnitudo

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Terremoto di magnitudo 6.3 registrata ad ovest della costa degli Stati Uniti

Attimi di panico per gli abitanti della costa occidentale degli Stati Uniti quando un terremoto di magnitudo importante (6.3) ha fatto tremare le città costiere dell’Oregon. La scossa, registrata dall’USGS (United States Geological Survey) si è verificata a 200 miglia (321 chilometri) a largo della città di Bandon nell’oceano Pacifico con una profondità di 10 chilometri sotto il livello del mare. Il timore principale è che la violenta scossa potesse generare uno tsunami di proporzioni preoccupanti, ma per il momento, almeno secondo quanto condiviso dalle fonti locali si tratta semplicemente di un allarme.

Terremoto in Oregon, l’ultimo di una serie nella zona dell’anello del fuoco

Il terremoto registrato a largo della costa statunitense è solo l’ultimo di una serie di scosse (16 in totale) verificatisi negli ultimi giorni nella zona dell’oceano Pacifico conosciuta come “Anello del fuoco”, una zona che si estende dall’Asia tocca l’Oceania e finisce a largo della costa americana in cui c’è un significativo un’elevato rischio sismico. Nelle ultime ore si sono verificate circa 70 scosse minori e 16 di maggiore entità tra l’Indonesia, il Giappone, le Fiji e la Bolivia, la più forte delle quali (magnitudo 8.2) è stata registrata a largo delle  Isole Fiji.

Le scosse, anche la più potente, non hanno comportato danni né vittime e non hanno generato tsunami. Il rischio, come spiegato prima, è però molto alto: solo il mese scorso un violento terremoto a largo delle Filippine ha causato 422 vittime.