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Francia: jihadista che preparò un attentato rilasciato di prigione per “errore del giudice” 

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Errore del giudice, jihadista a piede libero 

Un terrorista in Francia è stato rilasciato per errore. Per quanto possa sembrare

Francia: jihadista che preparò un attentato rilasciato di prigione per “errore del giudice”
Foto d’archivio

assurdo, Oualid B., jihadista in attesa di processo a novembre, è stato liberato ad aprile a causa di un errore della magistratura.

Il problema è che Oualid B. non è certo un semplice esaltato, bensì colui che – nel 2014 – aveva progettato con Reda Bekhaled e dei suoi fratelli un attentato alla metropolitana di Lione, ed è anche sospettato di aver organizzato una rete di contatti con foreign fighters in Siria. Insomma, un soggetto pericoloso; ma il giudice istruttore che trattava il caso si è dimenticato di prorogare la sua detenzione provvisoria e così ad aprile per l’uomo si sono aperte le celle della prigione, era libero. 

Com’era prevedibile, il caso di Oualid B. ha destato scalpore nella magistratura. La guardasigilli Nicole Belloubet ha chiesto un’indagine interna “per capire come si sia potuto verificare un atto dalle conseguenze potenzialmente gravi, visto il profilo pesante dell’interessato”.
Il portavoce del governo, Benjamin Griveaux, ha confermato mercoledì che il ministro della giustizia ha chiesto un’indagine interna per “identificare il motivo di questa grave disfunzione”.

Secondo il giornale francese Le Canard Enchainé il giudice istruttore colpevole sarebbe stato invitato alle dimissioni ma avrebbe rifiutato di dimettersi. La presidenza del Tribunale di Parigi non ha voluto commentare l’indiscrezione che quindi rimane non confermata. 

Fermato nuovamente con foto di jihadisti nel cellulare

Oualid B. si trovava in carcere dall’agosto del 2016 ed era in attesa di processo a novembre. Il 3 aprile ha lasciato la prigione a causa dell’errore del giudice ma, secondo il ministero, si trova “sotto stretto controllo giudiziario”.
A maggio, però, è stato fermato per guida senza patente, al di fuori della zona dove gli è concesso circolare, e questo ha fatto crescere dei dubbi circa il reale stato di controllo sul presunto jihadista. 

L’uomo, fermato per l’episodio in questione, è stato portato in tribunale: la Procura ha chiesto dieci mesi di detenzione, perché nelle immagini del suo cellulare sono state rinvenute foto di jihadisti armati, eppure è stato ancora rilasciato. La Procura, a questo punto, ha presentato ricorso: l’udienza è il 13 settembre.