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L’autopsia conferma: Buddy, cane da soccorso alpino, è stato avvelenato da un’esca artificiale 

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Buddy, cane da soccorso alpino, è stato avvelenato 

L’autopsia conferma: Buddy, cane da soccorso alpino, è stato avvelenato da un’esca artificiale 
Buddy, cane da ricerca dell’Associazione Argo di Bergamo

Nessuna morte accidentale per il cane Buddy, e lo si poteva capire già dai terribili sintomi che il cane da soccorso alpino Buddy ha sofferto prima di morire: conati di vomito, edema polmonare, congestione al pancreas. Addirittura la violenza dei conati di vomito ha causato lo spostamento degli organi interni del povero animale. Buddy è stato ammazzato da un’esca legata ad un filo di nylon, avvelenata, ha confermato l’autopsia.

Buddy era un cane da soccorso alpino che aveva appena passato il test come cane per la ricerca dei dispersi del Nucleo cinofilo da soccorso “Argo”, a Bergamo.
Aveva superato in tempo record diverse prove e aveva ottenuto il certificato dell’ENCI, l’Ente nazionale cinofilia italiana. Ma non potrà mettersi alla prova mai più: perché una mano umana lo ha stroncato senza motivo. 

Ucciso da un’esca o polpetta avvelenata 

Non c’è alcun dubbio o sospetto, l’autopsia ha rivelato tracce di veleno nel corpo, un veleno che ha causato terribili sofferenze al povero animale e lo ha ucciso.
Il povero cane stava passeggiando con la sua accompagnatrice, Alessandra Dalla Betta; improvvisamente il cane ha fiutato a terra qualcosa. Un pezzetto di carne, forse una polpetta; ha cominciato a stare male e tornato alla base ha cominciato ad avere la bava alla bocca. Gli accompagnatori l’hanno subito portato dal veterinario: purtroppo è morto dopo un’ora. 

“Se fosse stato solo un incidente, se dovesse aver mangiato topini o passerotti contaminati con del veleno, sarei più con l’anima in pace. Ma non credo sia andata così perché lui pesava tanto, 30 chili. Troppo per morire così” dice sconsolato Giovanni Martinelli, 63 anni, coordinatore delle Unità cinofile da soccorso dell’Associazione nazionale alpini.