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Salvini, la Diciotti e il crollo del Governo: l’ipotesi di Repubblica

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La Legge di Stabilità rischia di mandare a monte il contratto di governo? Tannto da spingere Salvini ad utilizzare il tema dei migranti quale via di fuga, nell’eventualità di elezioni anticipate. E’ l’ipotesi raccontata da Goffredo De Marchis e Alberto D’Argenio su Repubblica, frutto della tesi del presidente della Camera Roberto Fico; ma che emerge anche leggendo le parole del vicepremier in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, nella quale spiega che sono già partite le “prove generali di un attacco economico” al governo, un chiaro riferimento ai 72 miliardi in Btp in fuga, dall’avvio del mandato politico di Lega e Movimento 5 Stelle, dall’Italia.

L’ipotesi di Repubblica

I ‘verdi’ hanno dunque compreso, e da qui l’ipotesi che Salvini voglia rompere tanto da invitare la magistratura ad indagarlo sulle sue decisioni per ciò che riguarda la nave Diciotti, che mantenere le promesse elettorali potrebbe costare caro; il rischio è infatti quello di una nuova crisi dello spread difficile sia da affrontare che da controllare.

La reazione di Luigi Di Maio

Che Salvini stia dunque costruendo, tassello dopo tassello, un bonus da utilizzare in caso di un appuntamento elettorale anticipato (presumibilmente per il 2019 in occasione delle Europee) pare sempre più concreto, e anche l’altro vice, Luigi Di Maio, sembrerebbe averlo capito, tanto da intervenire minacciando di smettere di pagare i “20 miliardi di contributi annui all’Unione se la Commissione non ci viene incontro con la ricollocazione dei migranti della Diciotti”. Ma, ricorda Repubblica, pur essendo il Belpaese un contributore netto lo è per soli 2,5 miliardi. Troppo impegnato a non farsi scavalcare dal leader della Lega, inoltre, Di Maio non ha probabilmente ricordato che un passo di questo tipo porterebbe all’interruzione dei fondi Ue e all’immediato stop di tutta una serie di progetti per il Sud, la parte del Paese dalla quale sono peraltro arrivati la stragrande maggioranza dai voti pentastellati. E si tratterebbe anche di una prima tappa verso l’uscita dall’Euroa e dall’Unione Europea, un salto nel vuoto che renderebbe ancora più instabili gli attuali precari equilibri economici dell’Italia.

Daniele Orlandi