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Si filma mentre fa puzzette in ospedale: diventa una star sui social ma viene licenziato

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Ha realizzato una fitta serie di video nel quale faceva una serie di puzzette rumorose e questo gli è costato il posto. E’ accaduto in ospedale, dove una guardia di sicurezza è stata licenziata dopo aver pubblicato clip nelle quali si mostrava in primo piano con, in ‘sottofondo’ il rumore delle puzzette ‘emesse’ nell’arco di almeno sei mesi. Secondo quanto emerso sarebbero almeno 75 i video dell’uomo, conosciuto come Paul Flart e ‘The Fart Authority’ su Instagram: è accaduto in un nosocomio della Florida, Stati Uniti e grazie a queste brevi clip Paul è riuscito a conquistare ben 45mila follower sui social ma ci ha rimesso il posto. La prima è stata pubblicata il 26 marzo del 2018 e per sei mesi l’uomo ha continuato a postare video di puzzette dai rumori più disparati.

Licenziato in diretta Instagram

Finchè in un livestream pubblicato sulla sua pagina Instagram ha mostrato il momento in cui il suo datore di lavoro lo ha licenziato: la clip è diventata virale su Reddit, dove è stata pubblicata da alcuni sostenitori dell’uomo. Nel video lo si sente dire ai suoi follower che sta per essere licenziato, non appena sceso dall’auto gli si avvicina il capo che gli chiede di parlare; pur dicendogli di interrompere le riprese, Paul filma tutto mentre il capo gli dice, “ti rendi conto che sei sulla proprietà di un cliente indossando la nostra uniforme”, e nonostante Paul replichi dicendo di non aver mai mostrato il logo, poco dopo viene licenziato. Doug si rivolge alla telecamera dicendo, “abbiamo perso il lavoro, ragazzi. Allora è tutto, è tutto finito. Paul Flart continuerà in futuro. Restate sintonizzati”.

Come è nata l’idea

In un’intervista a Vice ha raccontato come è nata l’idea di filmare le puzzette: “la sala nella quale lavoravo ha un’acustica davvero eccezionale e, naturalmente, tutti scorreggiamo. Un giorno ne ho fatta una piuttosto carina e con un suono davvero buono, allora ho deciso di filmare la successiva ed inviarla su una chat di gruppo”.

Daniele Orlandi