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In Indonesia si celebra il Festival della Morte: ecco le foto shock dei partecipanti (con cadavere)

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Sull’isola si Sulawaki, in Indonesia, si celebra un Festival tutto particolare che viene definito come il “Festival della Morte”. Si tratta di una celebrazione assolutamente sui generis dedicata ai defunti, ma non soltanto alle persone scomparse da poco: nel festival hanno un ruolo molto importante anche le mummie degli antenati. Andiamo a scoprire, nel dettaglio, di cosa di tratta.

Il Festival della Morte a Sulawaki: la particolare tradizione indonesiana

In Indonesia esiste una tradizione caratteristica dedicata al ricordo delle persone care scomparse. Una tradizione che, a prima vista, potrebbe apparire agli occhi di noi occidentali come macabra e poco rispettosa delle persone defunte. A ben vedere, però, chi si occupa di studiare da vicino queste tradizioni sa che si tratta di retaggi culturali che affondano le loro radici in tempi molto antichi.

Anche la nostra cultura mediterranea ha conosciuto un “culto degli antenati”, oggi ormai desueto, che per l’epoca storica a cui ci riferiamo era visto come la normalità.. A raccontare di questo ricordo è Polibio, lo storico che ha celebrato l’essenza dell’essere un cittadino dell’antica Roma proprio grazie ai possenti funerali che venivano celebrati per i cittadini illustri e che avrebbero dovuto avere la funzione educativa di instillare il giusto esempio nelle nuove generazioni. Durante i funerali romani, che non stiamo qui a raccontarvi in dettaglio, venivano portate in processione le maschere dei defunti (fatte prendendo un calco esatto delle forme del loro volto), indossate per l’occasione dai parenti ancora in vita.

In Indonesia si perpetIn sostanza, quello che solitamente noi facciamo per onorare e ricordare i nostri defunti (cioè andare a visitare le loro sepolture in occasione dell’anniversario della loro scomparsa o in altre date importanti per la nostra storia personale) in antico veniva fatto Indonesia e sentito in maniera diversa. Lo stesso accade oggi in Indonesia, con il Festival della Morte. La caratteristica principale di questo Festival è che in processione non vengono portate le maschere dei defunti, come facevano gli antichi romani: vengono portati, direttamente, i cadaveri mummificati delle persone defunte.

Il Festival della Morte di Sulawaki: lo scarso rispetto dei turisti

Iniziamo col dire che il Festival della Morte di Sulawaki, in Indonesia, viene celebrato oggi anno nella provincia di Tana Toraja ed in una data sempre diversa. Il periodo è però il medesimo: la fine del mese di agosto. I protagonisti del Festival sono i corpi mummificati delle persone defunte. Il corpo, una volta privo di vita, viene trattato con sostanze naturali che ne garantiscano la conservazione nel tempo. Infine, si procede alla tumulazione che avviene in spazi ricavati nella roccia. L’anno successivo la bara viene tirata fuori e il corpo del defunto viene esumato.

Una volta tornate all’aria aperta, le mummie vengono ripulite da eventuale polvere, vengono spogliate dei loro vestiti e vengono rivestite con altri indumenti. A quel punto si scattano delle foto, anche con le mummie messe in piedi e tenute ferme dall’abbraccio dei vivi. Come se la persona defunta non fosse realmente morta ma fosse ancora in mezzo ai suoi cari.

Paul Koudounaris, fotografo specializzato proprio in questo particolare settore della fotografia, ha raccontato cosa significhi questo Festival per le persone autoctone: “Per gli abitanti del villaggio è segno dell’amore che ancora condividono per coloro che sono morti, ma che sono ancora presenti spiritualmente. E’ un modo di mostrare loro rispetto facendogli sapere che sono ancora membri attivi della famiglia, e continuano a detenere un ruolo importante nella società locale“.

Sicuramente, si tratta anche di un modo tutto speciale di ricordare che la morte fa parte della vita e che non bisogna temerla. Quest’anno, però, pare che il Festival abbia raggiunto dei toni davvero poco rispettosi a causa di alcuni turisti occidentali che- nel farsi immortalare con le mummie- si sono mostrati sorridenti e scherzosi, come se si trattasse di un gioco e non di una celebrazione solenne per il Paese che hanno visitato.

Maria Mento