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Egitto, gli studiosi ne sono sicuri: svelata l’età di uno dei monumenti simbolo del Paese

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Giza, Egypt — Twilight at Sphinx — Image by © Jim Zuckerman/Corbis

La grande Sfinge in pietra calcarea costruita nella necropoli di Giza, e che tante domande misteriose ha suscitato nel corso del tempo (perché le sue proporzioni sono così diverse tra testa e corpo? Chi raffigurerebbe il suo volto?), non sarebbe stata realizzata sotto il regno del faraone Chefren (intorno al 2500 a.C.). Gli studiosi hanno fatto un’incredibile scoperta che potrebbe riscrivere la storia dell’antico Egitto.

Grande Sfinge di Giza, il monumento avrebbe 800mila anni

Uno dei misteri che aleggiano intorno alla Grande Sfinge di Giza, la sfinge monolitica più grande mai realizzata nel Paese, potrebbe essere stato risolto. Si tratta della sua età: alcuni studiosi avrebbero stabilito con sicurezza il momento in cui la Grande Sfinge sarebbe stata costruita. Solitamente, si è sempre ritenuto che il monumento fosse da ascrivere alle grandi opere realizzate sotto il regno di Chefren, uno dei faraoni più famosi dell’Antico Egitto. Invece così non sarebbe: stiamo anche per vedere come utilizzare il verbo “costruire”, in questo caso, è quanto mai  improprio.

Geologica aspect of the problem of datin the Great Egyptian Sphinx construction” è il titolo di una relazione presentata alla Conferenza Internazionale di Geoarcheologia e Archeomineralogia tenutasi a Sofia nel 2015, da due studiosi ucraini di nome Vjacheslav I. Manichev ed Alexander G. Parkhomenko. Nella loro relazione i due studiosi hanno spiegato che, secondo i loro studi, il corpo della Grande Sfinge di Giza avrebbe ben 800mila anni e che sarebbe stato modellato dalle acque di alcuni laghetti d’acqua dolce presenti nel territorio egizio durante Pleistocene e Olocene.

Grande Sfinge di Giza, la teoria dell’erosione non è stata accolta bene dagli archeologi

La scoperta dei sue studiosi ucraini, se confermata, potrebbe riscrivere la storia. La sfinge sarebbe il risultato dell’erosione realizzata dall’acqua sulla roccia calcarea. Ma l’approccio geologico alla questione è stato ampiamente criticato da molti archeologi. La questione, nonostante il livello di sicurezza personale raggiunto da Manichev e Parkhomanko, rimane quindi aperta.

Maria Mento