Home Interni: Scopri cosa accade Oggi in Italia

Cardinal Montenegro e le parole sulla Diciotti che fanno discutere: “Se fossero degli animali li avremmo trattati meglio”

CONDIVIDI

Sono parole che stanno facendo discutere, quelle dell’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro, intervistato da ‘La Stampa’ lo scorso 25 agosto circa la vicenda della nave Diciotti – che ha spaccato in due l’Italia, tra intransigenti ed accoglienti (“buonisti”, li avrebbero chiamati i primi).

A volte mi viene da pensare che se fossero degli animali li avremmo trattati meglio, perché se abbandono un cane in autostrada vengo perseguito, mentre possiamo abbandonare esseri umani in mezzo al mare”, ha dichiarato il Cardinale – che frattanto è residente della Caritas.

“Mi preoccupa come uomo e come credente. Stiamo ricostruendo un mondo di muri e rischiamo di tornare alla legge del Far West dove il più forte e il più potente decide sui poveri e sui deboli”, ha quindi aggiunto, sottolineando come l’eventuale intento di riuscire a cambiare le politiche europee sull’immigrazione sarebbe dovuto essere perseguito in altra maniera: “C’è chi pensa che il braccio di ferro serva per cambiare le regole e vedere finalmente più coinvolta l’Europa. Una cosa è cambiare le leggi, chiedere nelle sedi opportune un maggior coinvolgimento dell’Europa, un’altra è farlo sulla pelle di persone deboli“.

Non è comunque mancata una critica all’Europa: “La comunità europea, che appare sempre meno comunità e sempre più Ue intesa come ‘unione degli egoismi’, va coinvolta e mi sorprende constatare come tante riunioni, tanti summit, si concludano con un nulla di fatto”.

E alla domanda “la preoccupa che i cattolici stiano con Salvini?” cardinal Montenegro ha così risposto: “Non mi pronuncio su chi esercita un mandato istituzionale. Dico che certe reazioni, al di là dei sondaggi, indicano che il vangelo non è più o non è ancora il ‘navigatore’ delle nostre vite. E che nelle parrocchie oltre ai riti e alle devozioni, dobbiamo dar spazio alla Parola e all’annuncio. Per accorgerci che mai il fine giustifica i mezzi e dunque mai la volontà legittima di modificare le norme sull’immigrazione o di gestire i flussi migratori può giustificare che si giochi sulla pelle delle persone”.