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Arriva all’ospedale lamentando forti dolori all’addome: quello che scoprono i medici è spiazzante

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Secondo quanto riportato in un articolo proposto da Dagospia, i medici dell’Ospedale Niguarda di Milano si sono trovati davanti un caso clinico di non facilissima risoluzione. Tutto merito di un paziente che si sarebbe presentato lamentando forti dolori all’addome. Dolori causati da un sexy toy di dimensioni spropositate.

Un sexy toy di 60 cm incastrato nella cavità anale: i medici lo estraggono col lazo

Ha resistito 24 ore con un dildo di dimensioni spropositate (ben 60 cm) incastrato nell’orifizio anale. Dopo, visti i lancinanti dolori addominali causati dall’oggetto, non ce l’ha più fatta e si è presentato al cospetto dei medici dell’Ospedale Niguarda di Milano. Ecco la strana storia, pazzesca (sarebbe facilissimo, viste le strane “coordinate di tutta la notizia”, credere si tratti di una fake news), di un uomo vittima di una pratica di autoerotismo.

I medici, esterrefatti, hanno dovuto escogitare un modo del tutto inusuale per tirare fuori il sexy toy: vista la sua lunghezza e la sua forma affusolata è stato impossibile estrarlo alla maniera tradizionale. Lo staff medico guidato da Lorenzo Dioscoridi ha progettato un lazo con il quale accalappiare il dildo- giunto al colon– e liberare il paziente dall’ingombrante ospite.

Un sexy toy di 60 cm incastrato nella cavità anale, il paziente ha ringraziato l’ospedale

“Abbiamo fatto alcuni tentativi ma non potevano funzionare a causa della rigidità e della dimensione del corpo estraneo. Alla fine siamo riusciti ad estrarlo raggiungendo il margine distale del dildo con il lazo come guida”, ha dichiarato lo stesso Dioscoridi in merito a questa incredibile vicenda. La storia, a lieto fine, è finita persino sulla rivista scientifica BMJ Case Reports.

In quanto al paziente, l’uomo è stato rimandato a casa dopo l’estrazione. Nessuna conseguenza fisica per lui, che si è premurato anche di ringraziare i medici che lo hanno aiutato attraverso un messaggio scritto indirizzato all’Ospedale.

Maria Mento