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Le ultime frontiere della guerra: ecco i robot killer che potrebbero cambiare (in peggio) le cose

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Sudafrica. Sono dei killer e sono anche dei robot. Sono delle avanzatissime macchine di guerra che possono essere impiegate nei combattimenti e che sono capaci di agire senza che sia l’uomo a supervisionarne l’operato. Possono essere aerei, navi, carri armati o anche semplici pistole. È l’ultimo, pericolosissimo, traguardo raggiunto dall’avanzamento della tecnologia a cui il Sudafrica ha deciso di rinunciare.

Robot killer, il Sudafrica dice no al loro impiego

La South African National Defence Force (in sigla SANDF) ha dichiarato ufficialmente che intende rinunciare alla possibilità di impiegare in guerra i robot killer. La decisione è stata motivata dal generale di brigata Mafi Mgobhozi, che ha spiegato come si tratti di un tipo di tecnologia che- al momento- si mostra inadatta a svolgere il compito per la quale è stata programmata: i robot killer possono uccidere, possono sostituire l’uomo in azioni di guerra pericolose, ma non hanno la capacità che possiede il cervello umano di leggere le situazioni e di agire di conseguenza.

Un essere umano può comprendere lo stato d’animo degli avversari, agire in modo compassionevole e può rendersi conto dell’altrui intenzione di arrendere. Un robot killer potrebbe fare la stessa cosa? I professionisti dell’ambiente militari sono scettici a riguardo. Il pericolo è altissimo: i robot killer potrebbero continuare ad uccidere, anche in condizioni in cui ciò non diventi necessario.

Robot killer, già un anno fa l’appello all’Onu contro il loro utilizzo

La pericolosità dei robot killer è stata intuita dagli esperti ormai da anni e qualcuno ha già lanciato dei moniti, che però non tutti potrebbero cogliere.

“Fermate i soldati-robot, sono un pericolo per l’umanità” è la frase che ha aperto l’appello lanciato all’Onu dagli esperti d’’intelligenza artificiale esattamente lo scorso anno. Tra loro nomi di spicco come quello di Elon Musk. L’appello è arrivato dopo quello lanciato nel 2015 da diversi esponenti del mondo universitario e sottoscritto anche da Stephen Hawking.

Il pericolo è principalmente uno: permettere l’utilizzo di armi letale completamente autonome rispetto al controllo umano potrebbero non solo portare gli scontri armati ad un livello superiore ma potrebbero favorire l’azione di terroristi e/o persone che abbiano interesse ad imporre un potere dittatoriale. Queste ultime possibilità qui paventate sono in netto contrasto con quanto stabilito dalle normative internazionali sui diritti umani.

Maria Mento