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Libia nel caos, evacuati diplomatici italiani: centinaia di evasi dalle galere, 200 morti nell’ultima settimana

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Libia nel caos, che cosa sta succedendo 

Libia nel caos, evacuati diplomatici italiani: centinaia di evasi dalle galere, 200 morti nella capitale 
Libia nel caos

La Libia sta sprofondando nel caos, i ribelli nemici di Serraj sono pronti all’assalto alla capitale. Nelle ultime ore la situazione in Libia sta precipitando sempre di più nella violenza. Ma cosa sta succedendo? 

La Libia è spaccata fra due governi rivali: quello “ufficiale” di Tripoli e quello nella città Tobruk, ad oriente. Le milizie a sostegno dei rispettivi governi continuano a lottare per il controllo delle zone principali del Paese. 

La Libia è sprofondata nel caos con l’uccisione, da parte degli occidentali, di Muhammar Gheddafi. Il dittatore locale era in grado di mantenere un controllo sulle numerose tribù e fazioni libiche che sono divise da secoli di lotte e faide. Caduto Gheddafi, la Libia è entrata nel caos: caos che dura fino ad oggi, più o meno sotto controllo. 

I ribelli assaltano la capitale, 200 morti  

A Tripoli è stato dichiarato dal consiglio presidenziale libico lo Stato di Emergenza a causa degli scontri portati avanti dai ribelli della Settima brigata.
Le milizie rivali si stanno scontrando nelle strade, soprattutto nella periferia sud, e ci sono stati almeno 200 morti fino ad ora. 

I ribelli in queste ore, secondo le ultime notizie, sarebbero riusciti ad attaccare la Capitale libica, Tripoli. Per questo il premier Fayez al Sarraj ha dato mandato alla milizia Forza Anti Terrrorismo di Misurata nella capitale per far terminare le violenze. I ribelli hanno assaltato Tripoli: in totale nell’ultima settimana ci sarebbero stati almeno 200 morti. 
Intanto si segnalano circa 400 detenuti evasi dal carcere Rweini ad Ain Zara. 

“A causa del pericolo della situazione attuale e nell’interesse pubblico, il Consiglio presidenziale dichiara lo stato di emergenza nella capitale, Tripoli e nei suoi sobborghi, per proteggerei civili, i possedimenti pubblici e privati e le istituzioni vitali” è la motivazione ufficiale dello Stato di Emergenza.
Il consiglio ha anche chiesto la fine dei combattimenti e il rispetto del cessate il fuoco. 

La Farnesina ha fatto evacuare i diplomatici e tecnici italiani dei pozzi dell’Eni ma sta minimizzando la situazione: “Una misura puramente precauzionale” secondo le fonti ufficiali. L’Ambasciata resta aperta.