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Emergenza polmonite, il virus si diffonde attraverso l’acqua? È ancora mistero

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Emergenza polmonite

La paura si sta diffondendo in provincia di Brescia per il ricovero di 121 persone, tutte affette da polmonite. Si cerca l’origine del focolaio

Rischio emergenza in Lombardia, a Brescia e provincia, per lo scoppio di un’epidemia di polmonite che ha portato al ricovero ospedaliero di ben 107 degenti su 121 malati in totale. Le zone più colpite sono la Bassa Bresciana e quella che a nord confina con la provincia di Mantova.

Polmonite nel Bresciano, ecco la principale ipotesi su come si stia diffondendo il virus

C’è ancora preoccupazione intorno alla brutta epidemia di polmonite cha ha colpito più di 120 persone nel Nord Italia. 107 dei 121 casi diagnosticati si sono conclusi con il ricovero dei malati, molti dei quali si sono rivolti all’Ospedale di Montichiari una volta avvistate le prime avvisaglie della malattia.

Ancora misteriose sono le cause della diffusione del virus e di questo contagio di massa. I medici sono al lavoro per cercare di capire se i casi siano tutti connessi tra loro. Si sospetta che si possa trattare di polmonite comunitaria, e cioè di polmonite causata dal batterio della legionella. Due persone mostrano questi sintomi e le loro condizioni si sono purtroppo aggravate. Entrambi i pazienti sono ricoverati nel reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Civile di Brescia.

Esclusi questi due casi, gli altri sono risultati negativi al virus della legionella. Per questo motivo c’è molta preoccupazione e si sospetta che il virus possa essere stato veicolato dall’acqua. Si stanno monitorando i pozzi–  con tanto di analisi specifiche– dei paesi coinvolti e da dove i cittadini si approvvigionano. Si stanno anche raccogliendo i dati da tutti gli ospedali che abbiano segnalato casi di polmonite, in modo tale da creare una mappatura del contagio.

Frattanto, Ats ha rassicurato sulla bontà dell’acqua trasportata dall’acquedotto. L’acqua si può bere e si può utilizzare per cucinare, ma è bene prendere delle piccole precauzioni: far scorrere l’acqua calda prima di usarla, non usare le vasche idromassaggio, portare la temperatura delle caldaie a 70-80°, cambiare i filtri di rubinetti e docce ed eliminare eventuale calcare. I risultati delle analisi effettuate sull’acqua, però, arriveranno soltanto nei prossimi giorni.

Maria Mento

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