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Maria Elena Boschi contro tutti alla Festa dell’Unità: “Salvini? Fa la vittima. M5S? Maschilisti”

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Invitata alla Festa dell’Unità di Ravenna, Maria Elena Boschi ha parlato al pubblico accorso per la festa lanciata per la prima volta nel settembre del 1945 dal PCI e si è soffermata su diverse questioni, principalmente legate ai partiti di Governo, Lega e Movimento 5 Stelle.

L’esordio è dedicato al partito di Matteo Salvini: “Salvini in un primo momento, di fronte all’obbligo di restituire 49 milioni di euro dei cittadini, rubati dalla Lega agli italiani, ha detto che i soldi non li restituisce. E poi ha iniziato a intimidire i magistrati, dicendo che essi ce l’hanno con lui, ma che il consenso elettorale supera le sentenze e le leggi. Forse abbiamo perso un po’ la via di casa se pensiamo che il consenso sui social o nelle urne valga più del rispetto della legge. Il tutto nel silenzio assordante del M5S, il quale governa con la Lega che ha rubato 49 milioni, e che invece per ore non ha detto niente. Anzi il Premier Conte, che voleva essere avvocato degli italiani, si è offerto come consulente di Salvini. E’ estremamente grave quando un ministro in carica mina l’indipendenza della magistratura. Poi abbiamo visto un passo indietro, con Salvini che ha detto che i magistrati sono suoi amici. In realtà lui non deve essere né amico né nemico dei magistrati, ma garantirne l’indipendenza. Non possono esserci due pesi e due misure per il Pd e per gli altri. Mi pare che Salvini faccia la vittima della magistratura per l’indagine di sequestro di persona, al fine di tenere bassa l’attenzione sui 49 milioni che devono restituire. Io sono sempre stata garantista, ma non è accettabile che lui intimidisca i magistrati”.

Poi la deputata toscana ha proseguito parlando del Movimento 5 Stelle, con accuse non meno gravi: “Il Movimento 5 Stelle che ha fatto la sua fortuna Politica contro i finanziamenti pubblici ai partiti, ma oggi vive come società privata dai soldi che arrivano dai gruppi parlamentari e quindi dalla politica: questa è una contraddizione evidente. (…) Non è nostra natura offendere gli avversari politici, ma dire la verità e sbugiardare le notizie false che arrivano da Lega e M5S dobbiamo imparare a farlo. Noi a volte ci raccontiamo la storia che abbiamo perso perché non siamo stati nelle periferie, io invece penso che che abbiamo perso perché non siamo stati abbastanza sui social in modo preparato e capace di affrontare le bugie degli altri e lo abbiamo pagato. Da anni il M5S investe sulla sua piattaforma con un grande investimento di risorse economiche, hanno capito prima di noi certe cose e sono stati più spregiudicati. Ricordo che Casaleggio diceva che “L’importante non è che sia vero, ma che sia virale” perché sui social non conta la verità di un fatto ma invece che ci sia la convinzione che sia vero”.

L’ex sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio ha poi proseguito: “Il dibattito interno al PD è molto bello e ne siamo orgogliosi, ma poi deve arrivare anche a un punto di chiusura, sennò non veniamo neanche visti come credibili da chi ci vede da fuori. E’ comunque meglio il nostro modello rispetto alle epurazioni degli altri partiti. In Parlamento nelle discussioni sui vaccini, alcuni parlamentari del M5S che sono anche medici sono intervenuti contro il Governo perché non se la sono sentita di andare contro la salute dei bambini e quindi hanno chiesto di lasciare in vigore la legge Lorenzin: questi parlamentari sono spariti, non li hanno fatti più intervenire. Questa è una prova del metodo del M5S, come pure della Lega. Noi dobbiamo marcare la nostra differenza rispetto a loro. Il loro concetto di democrazia è sostanzialmente in mano a un soggetto privato non eletto da nessuno: noi non abbiamo niente a che spartire con questo”.

La Boschi ha proseguito attaccando il M5S, in relazione alla possibilità il PD si apra a possibili collaborazioni col partito che attualmente a Di Maio come leader, un partito a suo dire maschilista: “Al Congresso discuteremo di tutto, compreso il rapporto con il M5S. Personalmente sono stata sempre molto netta nel dire che sono contraria ad aperture verso il M5S. Mi aspetto che chi si candiderà alla guida del partito dica parole chiare su questo da subito. Il PD non può condividere niente con i 5 Stelle: lo dico dopo aver visto quel che hanno fatto sui vaccini e sulla nave Diciotti. Ad esempio Toninelli dovrebbe sapere che non è obbligatorio fare il ministro, quando c’è un’emergenza non si può stare in vacanza con la propria famiglia: quando ci sono 170 migranti che non possono sbarcare e numerose famiglie a Genova che non sanno dove andare, tu devi mettere loro al primo posto e torni dalle vacanze. Noi non abbiamo niente a che spartire con persone che restano in silenzio davanti all’attacco ai magistrati o che firmano contratti per versare i propri soldi a un gruppo privato. Inoltre sono fondamentalmente maschilisti nelle politiche, nelle misure e nella dirigenza. Non hanno il nostro stesso concetto di democrazia e non possiamo governare con chi non abbiamo niente in comune”.

Per finire il nostro resoconto, spazio alle dinamiche interne al PD, prossimo al Congresso (quando dovrà essere il nuovo Segretario e in tal senso va crescendo la bagarre, con il Presidente della Regione Lazio Zingaretti che ultimamente s’è esposto in tal senso): “Prima di pensare al nome del segretario o alle ambizioni personali dobbiamo capire cosa vogliamo fare di questo partito. Non devono prevalere né personalismi, né voglia di rivalsa, ma deve essere un congresso in cui ridiamo fiducia a una fetta di italiani che sono rimasti delusi e che possono tornare a sentire il PD come la propria casa. Nel PD ci sono tante donne e uomini che possono fare il segretario, sceglieremo insieme il più adatto o la più adatta, perché non è detto che non sia una donna: potrebbe essere una donna a farlo. Ma ora dobbiamo pensare a fare opposizione a questo Governo, che è un’accozzaglia di idee diverse in cui si dice tutto e il suo contrario, creando confusione”.