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I capotreno Trenord costretti ad andare dallo psicologo: troppi traumi e aggressioni sul lavoro 

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Troppi traumi per i capotreno di Trenord 

I capotreno Trenord costretti ad andare dallo psicologo: troppi traumi e aggressioni sul lavoro Troppi traumi per i capotreno di Trenord I capotreno e gli addetti di Trenord sono costretti a rivolgersi allo psicologo o allo psichiatra a causa degli eccessivi traumi che riportano sul lavoro. Andare al lavoro come andare in guerra, per coloro che ogni mattina indossano la divisa Trenord per recarsi al lavoro. Nel 2017 il personale di Trenord ha subito 118 aggressioni, 201 minacce. Nei primi 5 mesi del 2018 43 aggressioni e 107 minacce. Senza contare le rapine, le molestie sessuali, i passeggeri senza biglietto, i clochard, la rabbia dell’utenza quando ci sono i ritardi. Per arrivare a casi estremi, come l’aggressione a colpi di machete che ha quasi staccato un braccio ad un capotreno, ad opera di una gang sudamericana. Sono almeno una ventina i lavoratori Trenord che, negli ultimi due anni, si sono presentati all’Inca CGIL per assistenza e supporto. Ricercano informazioni su quali sono i loro diritti dopo aver subito episodi di violenza mentre stavano semplicemente svolgendo il loro lavoro. Schiaffi, graffiate da persone senza biglietto, aggressioni, ma anche suicidi. Bulli, suicidi, aggressioni e minacce “Abbiamo incontrato donne preoccupate dall’idea di riprendere il lavoro e di ritrovare sul treno le stesse persone che le hanno aggredite”Laura Chiappani dalla Camera del Lavoro. “Ci sono capitreno che sanno di essere nel mirino di bande di bulli che frequentano abitualmente quella linea e poi ci sono quelli che sono rimasti traumatizzati perché hanno dovuto vedere i corpi straziati di persone investite dal treno o che si sono suicidate sui binari. E per questo a volte il nostro medico del lavoro suggerisce il passaggio in un centro pisco-sociale”. Alla luce delle informazioni in questione, diventa più semplice forse capire lo sfogo della capotreno Trenord che ha rischiato il licenziamento per il messaggio anti-rom sul treno. “Ci sono colleghi che non dormono più di notte, perché anche se non lo ammettono hanno paura di ritornare tra la gente” dice Christian Colmegna, rappresentante della Fit Cisl.
Un’aggressione ad un capotreno

I capotreno e gli addetti di Trenord sono costretti a rivolgersi allo psicologo o allo psichiatra a causa degli eccessivi traumi che riportano sul lavoro.
Andare al lavoro come andare in guerra, per coloro che ogni mattina indossano la divisa Trenord per recarsi al lavoro. 

Nel 2017 il personale di Trenord ha subito 118 aggressioni, 201 minacce. Nei primi 5 mesi del 2018 invece 43 aggressioni e 107 minacce. Senza contare le rapine, le molestie sessuali, i passeggeri senza biglietto, i clochard, la rabbia dell’utenza quando ci sono i ritardi. Per arrivare a casi estremi, come l’aggressione a colpi di machete che ha quasi staccato un braccio ad un capotreno, ad opera di una gang sudamericana.  

Sono almeno una ventina i lavoratori Trenord che, negli ultimi due anni, si sono presentati all’Inca CGIL per assistenza e supporto. Ricercano informazioni su quali sono i loro diritti dopo aver subito episodi di violenza mentre stavano semplicemente svolgendo il loro lavoro. Schiaffi, graffiate da persone senza biglietto, aggressioni, ma anche suicidi. 

Bulli, suicidi, aggressioni e minacce 

Abbiamo incontrato donne preoccupate dall’idea di riprendere il lavoro e di ritrovare sul treno le stesse persone che le hanno aggredite” rivela Laura Chiappani, dalla Camera del Lavoro. “Ci sono capitreno che sanno di essere nel mirino di bande di bulli che frequentano abitualmente quella linea e poi ci sono quelli che sono rimasti traumatizzati perché hanno dovuto vedere i corpi straziati di persone investite dal treno o che si sono suicidate sui binari. E per questo a volte il nostro medico del lavoro suggerisce il passaggio in un centro pisco-sociale”. 

Alla luce delle informazioni in questione, diventa più semplice forse capire lo sfogo della capotreno Trenord che ha rischiato il licenziamento per il messaggio anti-rom sul treno.
Ci sono colleghi che non dormono più di notte, perché anche se non lo ammettono hanno paura di ritornare tra la gente” dice Christian Colmegna, rappresentante della Fit Cisl. 

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