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Gli Studenti in piazza il 12 ottobre contro il Governo: “Solo Propaganda”. Quale sarà la reazione?

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L’autunno caldo riguarderà anche gli studenti, come un po’ ogni autunno.

E, nonostante in diverse parti d’Italia la scuola non sia ancora iniziata, è già stata annunciata la prima manifestazione di piazza: l’Unione degli studenti ha infatti annunciato che scenderà in piazza il prossimo 12 ottobre per protestare contro il caro scuola, contro il prosieguo dell’alternanza scuola – lavoro (istituita dalla Buona Scuola renziana) e per protestare contro il Governo che – al di là della propaganda (in cui ha pochi rivali) – non ha ancora fatto nulla per il mondo della scuola.

Questa la nota dell’UDD: “Degli studenti che entrano oggi a scuola per la prima volta uno su sei abbandonerà il percorso di studi prima di averlo terminato (abbiamo parlato del tema pochi giorni or sono, ndr). Ciò accade perché da anni la scuola pubblica paga le conseguenze di tagli, investimenti insufficienti, mancanza di visione di insieme. E le carenze dell’istruzione si ripercuotono su tutto il Paese, incapace di investire sulla ricerca, di costruire inclusione e solidarietà sociale, di dare risposte alla povertà e alla disoccupazione. Il governo Lega-5stelle parla di istruzione e di studenti soltanto con le parole della propaganda: dei giovani come indisciplinati da educare più come soldati che come cittadini, vittime degli ‘spacciatori di morte’; della sicurezza nelle scuole come una questione di telecamere anzichè di edilizia e scuole che crollano. Il ministro Bussetti esprime posizioni sull’alternanza solo se ciò è funzionale a smantellare la retorica della Buona Scuola di Renzi”.

In un’iniziativa davanti al MIUR, avvenuta ieri sera, la Rete degli Studenti Medi ha frattanto lanciato il simbolo e lo slogan della manifestazione
: il simbolo sarà rappresentato dalle maschere di Dalì (prese in prestito dalla serie Netflix ‘La casa de papel’ e divenute emblema di rebeldia come la maschera di Guy Fawkes ai tempi di V per Vendetta) e il motto rappresenta una aperta provocazione al sedicente Governo del cambiamento (“Chi ha paura di cambiare? Noi no!”).

Come si muoverà dal canto suo il Governo? E, soprattutto, come gestirà la piazza, adesso che il Viminale è occupato da un altro inquilino?