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Orban e l’Ungheria nei guai: il Parlamento Europeo approva la risoluzione Sargentini

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Ieri il premier ungherese Viktor Orbán si esprimeva così, nel corso dell’audizione sul rapporto Sargentini (dal nome dell’europarlamentare olandese dei Verdi Judith Sargentini che accusa l’Ungheria di violare i principi della democrazia), dinnanzi al Parlamento europeo: “Voi vi siete fatti già un’idea su questa relazione, e il mio intervento non vi farà cambiare opinione, ma sono venuto lo stesso. Non condannerete un governo, ma l’Ungheria che da mille anni è membro della famiglia europea. Sono qui per difendere la mia patria”. Orban ha quindi aggiunto: “L’Ungheria sarà condannata perché ha deciso che non sarà patria di immigrazione. Ma noi non accetteremo minacce e ricatti delle forze pro-immigrazione: difenderemo le nostre frontiere, fermeremo l’immigrazione clandestina anche contro di voi, se necessario” (se avesse invece accettato l’Ungheria una parte della quota di migranti loro spettanti, probabilmente non ci troveremmo nella situazione attuale, con il paradosso che i nostri paladini anti immigrazione si trovano ad appoggiare Orban che il problema dei flussi migratori lo ha acuito).

Quest’oggi il Parlamento Europeo s’è esposto approvando la risoluzione dell’europarlamentare olandese con 448 voti a favore, 197 contrari e 48 astenuti (su 693 votanti): adesso toccherà al Consiglio dei capi di Stato e di governo dell’Ue decidere se attivare la procedura dell’articolo 7 del Trattato dell’Unione Europea che potrebbe portare a diverse sanzioni, come la sospensione del diritto di voto.

Questo il commento al riguardo della relatrice del testo: “Una votazione storica del Parlamento a favore dello stato di diritto”. “Il governo di Viktor Orbàn ha minato i valori europei attaccando l’indipendenza dei media, dei giudici e del mondo accademico e le persone vicine al governo ei loro amici e familiari si sono arricchiti a spese di contribuenti ungheresi ed europei”. “Il popolo ungherese merita di meglio, gli ungheresi hanno anche il diritto alla libertà di espressione, alla non discriminazione, alla tolleranza e alla giustizia sanciti dai trattati europei”.