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Fico incontra Al-Sisi e non dimentica Regeni: “I rapporti con l’Egitto resteranno tesi, finché non ci saranno passi avanti”

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C’è chi non dimentica Giulio Regeni, ricercatore italiano ucciso in erra egiziana.

E’ il Presidente della Camera Roberto Fico, uno degli ultimi alfieri del progressismo in Italia (alfiere del progressismo sia pur nel Movimento 5 Stelle, emblematico della situazione attuale dell’universo progressista tricolore).

Dopo aver incontrato stamattina – intorno alle 9.30 – il capo di Stato egiziano Abdel Fattah Al-Sisi, Fico ha parlato in questi termini alla stampa: “I rapporti con l’Egitto resteranno tesi finché non ci saranno passi avanti nella verità sulla morte di Giulio Regeni, morto due volte per via dei depistaggi”. Fico ha quindi aggiunto: “Quello che gli ho detto è che noi non arretreremo finché non scopriremo cos’è successo a Giulio, che era un amico dell’Egitto, un costruttore di pace. Non si è trattato di qualcosa di casuale, una rete di 9 persone lo ha prima pedinato, poi catturato, torturato, ucciso”.

Ad oltre due anni dal massacro del giovane italiano, Fico ha preteso dei passi avanti, qualora si voglia tornare a collaborare: “Al-Sisi mi ha assicurato che per l’Egitto è una priorità fare piena luce ma io sono stato molto chiaro nel dire che adesso servono i fatti. Sono passati due anni e mezzo e non c’è ancora un processo in corso. Ci sono solo indagini e questo non è accettabile. Siamo a un punto di stallo”. “Sarà un processo complicato, ne siamo consapevoli ma va stabilità la verità su quanto accaduto. E al presidente ho portato anche la mia preoccupazione sulla carcerazione di Amal Fathi, la moglie di uno dei consulenti legali della famiglia Regeni. Sono molte le associazioni che sono venute a Montecitorio a chiedere la sua liberazione”