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San Gennaro, il sangue s’è sciolto. E l’arcivescovo denuncia: “Siamo allo spopolamento, alle desertificazione della nostra comunità”

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La nota ampolla contenente il sangue di San Gennaro
“Ancora una volta San Gennaro ci comunica la sua vicinanza”, così il cardinale Crescenzio Sepe – arcivescovo di Napoli dal 2006 – s’è rivolto alle autorità e alla folla.

Il prodigio della liquefazione del sangue del Santo Patrono di Napoli è accaduto ancora ed è stato annunciato poco dopo le 10.

Come accade ogni 19 settembre (data in cui il vescovo Gennaro fu ucciso a Pozzuoli, nel 305) il busto e le ampolle del sangue del santo sono staate estratte dalla Cappella del Tesoro e sono state portate sull’altare maggiore, dove il cardinale ha annunciato il miracolo.

Interessante il sermone seguente, in cui il cardinale ha denunciato le condizioni di Napoli e dei napoletani (specialmente i più giovani, vittime di una migrazione di massa): “Siamo allo spopolamento, alle desertificazione della nostra comunità, siamo all’invecchiamento, anche della società. Quando un giovane è costretto a voltare le spalle alla propria terra per cercare fortuna altrova è la nostra sconfitta. Nel secolo scorso partivano i bastimenti, oggi aerei e treni con a bordo giovani napoletani e meridionali in gamba”.

“Non è solo l’emigrazione delle braccia, ma anche delle menti. Napoli è una città che soffre, e la violenza che coinvolge giovani e bambini è una bestemmia contro Dio. Nessuno può tenere gli occhi chiusi, dobbiamo rimboccarci le maniche e amare Napoli come l’amava San Gennaro. Lui ha scelto Napoli, l’ha amata. Dobbiamo fare di più per i nostri giovani, Napoli deve tornare a volare potendo contare prima di tutto sui suoi giovani”. Qui un lungo applauso ha interrotto il Cardinale. “Essi devono essere il presente, non il futuro. Non si costruisce futuro senza mettere pietre oggi, nel presente. La vita di tutti i giorni deve cambiare ritmo e direzione. La speranza dei giovani deve essere accompagnata dalla famiglia, dalla scuola, dalla Chiesa, dalle istituzioni. Con San Gennaro c’è un giovane che interpella Napoli dall’alto dei cieli. Il 14 ottobre Papa Francesco proclamerà santo il beato Nunzio Sulprizio, un giovane abbruzzese che visse a Napoli. Il giovane Nunzio fu indicato come modello dei giovani operai. In una vita piena di stenti Nunzio fu protagonista dell’amore della città. L’amore di Napoli non sarà mai una favola: Napoli è verità, è bellezza. Dio benedica Napoli e la nostra Regione Campania”.