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Decreto Salvini, sicurezza e immigrazione: ecco di cosa parla il testo approvato dai Ministri

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Il decreto proposto da Matteo Salvini è stato approvato dal Consiglio dei Ministri: cambiano le regole dell’accoglienza agli immigrati

Stop alla richiesta di asilo per tutti quegli immigrati che abbiano ricevuto una condanna in primo grado di giudizio o per coloro i cui comportamenti possano essere giudicati di pericolosità sociale. Sono queste le tematiche principali (sicurezza ed immigrazione) su cui si impernia il decreto Salvini e approvato oggi, all’unanimità, da tutti i Ministri riuniti in Consiglio.

Decreto Salvini, cosa cambierà in materia di accoglienza e sicurezza

L’entrata in vigore del nuovo decreto Salvini, approvato oggi all’unanimità dal Consiglio dei Ministri, abolirà il permesso umanitario. Potranno richiedere asilo soltanto i migranti che non rappresentino un pericolo sociale e che non abbiano sulle spalle delle condanne ottenute in primo grado di giudizio.

Il decreto tocca numerose altre questioni, come quella relativa al Daspo sportivo che sarà applicato anche ai potenziali terroristi. A coloro che saranno condannati in via definitiva per terrorismo verrà tolta la cittadinanza. I Comuni avranno più poteri e ci saranno da rispettare nuove norme riguardo alla prima accoglienza dei migranti e della concessione della cittadinanza. Il testo non si occupa della questione dei campi Rom sul territorio nazionale, che Matteo Salvini ha sempre intenzione di far chiudere entro la fine di questa attuale legislatura.

Il decreto Salvini non abolirà, invece, lo SPRAR, cioè il Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Lo Sprar, però, sarà ridimensionato nelle sue funzioni ed applicato soltanto in caso di protezione internazionale e di minori non accompagnati, come detto dallo stesso Matteo Salvini.

La decisione del Ministro ha trovato in disaccordo Giuseppe Civati, fondatore di “Possibile”, che ha apostrofato tale provvedimento con parole pesanti: “Lo Sprar, il modello migliore di accoglienza, quello più partecipato, condiviso e rendicontato, sarà fortemente limitato a favore di una gestione verticistica, meno attenta all’integrazione e più alla detenzione. Salvini boccia l’accoglienza fatta bene per continuare a speculare sulla ‘clandestinità’ che la Lega ha creato fin dai tempi della Bossi-Fini”.

Anche l’opposizione si è schierata contro il decreto, che a detta di Maurizio Martina non farà altro che peggiorare il clima di insicurezza e clandestinità che già vige nel nostro Paese. Precedenti perplessità su un’eventuale incostituzionalità delle proposte di Salvini, poi fugate dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, erano invece arrivate dal Quirinale.

(Foto d’archivio)

Maria Mento

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