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Reddito di cittadinanza, salta la misura per chi ha la casa di proprietà?

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Secondo il Movimento Cinque Stelle ci vogliono 15 miliardi, secondo l’Inps ce ne vogliono 35. Secondo Matteo Salvini la cifra a disposizione sarà comunque molto più ridotta (giacché “l’impegno più pesante, di 6-7 miliardi” sarà per il superamento della legge Fornero, come riportato da ‘La Stampa’ due giorni or sono). Secondo Rocco Casalino, non si trovassero questi soldi, molte teste al Ministero del Tesoro sarebbero destinate a saltare.

E proprio per evitare questa ondata di decapitazioni, al ministero si lavora per capire come far uscire questo aiuto da 780 euro al mese per gli italiani meno fortunati (che, secondo i primi calcoli, sarebbero ben 5 milioni).

Ma siccome i soldi non ci sono, si sta pensando di far partire il c.d. reddito di cittadinanza soltanto per una fetta di popolazione più ristretta: sempre secondo quanto riportato da ‘La Stampa’ (e da NeXtQuotidiano a sua volta), potrebbero essere esclusi dalla misura coloro i quali hanno una casa di proprietà, oltre che gli stranieri (la platea verrebbe così ridotta del 30%, ma – in barba al ‘Prima gli italiani’ di salviniana memoria – ci sarebbero problemi di costituzionalità in tal senso).

Esclusa per il momento l’ipotesi di usare gli 80 euro di Renzi (ipotesi proposta dai tecnici ma respinta dal Governo), anche se la rimodulazione della misura voluta dall’ex sindaco di Firenze potrebbe portare fino a 10 miliardi: una cifra enorme, se consideriamo che nell’eventualità – costantemente esclusa dal Ministro Tria – di arrivare ad un 2,4% di deficit ci sarebbero soltanto 10 miliardi ulteriori da poter utilizzare (e comunque da dividere con la Lega, che ha fatto altre promesse in periodo elettorale).