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‘La Sicilia’ sequestrata all’editore Ciancio per associazione mafiosa, spazio a ‘I Siciliani’ dell’antimafia?

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Dopo il sequestro dei beni di Mario Ciancio Sanfilippo, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, ieri si è discusso del futuro de ‘La Sicilia’

Lo staff che opera all’interno della redazione de “I Siciliani giovani”, rivista di politica, attualità e cultura che ha sempre avuto una fortissima motivazione nella lotta a cosa nostra, si è riunito ieri presso il Giardino di Scidà (bene confiscato alla mafia a Catania) per discutere di quello che potrebbe essere il futuro editoriale de ‘La Sicilia’; la gestione della testata giornalistica- dopo l’arresto dell’editore Mario Ciancio Sanfilippo– è stata affidata ad amministratori nominati dal Tribunale di Catania.

‘La Sicilia’, quale futuro possibile dopo il caso Ciancio?

‘La Sicilia’ di Mario Ciancio Sanfilippo, imprenditore ed editore dichiarato “amico dei mafiosi” e persona socialmente pericolosa, non esiste più. E così come tutti quei beni che sono stati confiscati alla mafia e che sono stati restituiti a tutti i cittadini, anche questo giornale dovrà essere restituito alla collettività tutta.

Questo è il messaggio che “I Siciliani” hanno voluto lanciare, riunendosi oggi presso il Giardino di Scidà. Un luogo simbolico, che vuole essere la manifestazione materiale di quanto esternato dai membri della redazione: non a caso la riunione è avvenuta in un luogo che un tempo è appartenuto alla mafia. Come a dire che l’era Ciancio, e di conseguenza l’era di quel giornale tanto avversato nel corso degli anni, è finita.

Questo, i “Siciliani”, lo hanno anche scritto sulla loro pagina ufficiale. Vi proponiamo alcuni punti salienti di quello che propone la redazione, che si è detta disponibile a collaborare con gli amministratori nominati dal Tribunale per salvare il giornale cambiandolo: ‘La Sicilia’ dei siciliani, e non più il giornale dei poteri forti. Dovrà diventare il giornale dei cittadini, un giornale capace di denunciare la corruzione ed il malaffare.

“(…) Ciancio non è più il padrone de La Sicilia: lo scontro con quel giornale è finito. Ma Ciancio lascia macerie. Come ribadito ieri dal Procuratore, la crisi dei giornali e delle tv sequestrate è pesantissima. Negli ultimi dieci anni come dichiarato dallo stesso Ciancio, sono stati utilizzati i suoi soldi personali per mantenere giornalisti e lavoratori e nonostante questo numerosi sono stati i licenziamenti e i tagli. Quelle iniezioni di liquidità, la cui provenienza è stata oggetto del sequestro, non ci saranno più. Il giornale La Sicilia dovrà quindi camminare con le proprie gambe e su quelle del suo amministratore giudiziario. (…)”

E poi ancora: “(…) Noi siamo a disposizione dell’amministratore giudiziario per contribuire a salvare La Sicilia, salvando tutti i suoi lavoratori ma trasformando il giornale. Non più il giornale dei poteri forti, dei politici amici, degli affari di qualcuno. Ma La Sicilia dei quartieri abbandonati e dei bambini dei quartieri. La Sicilia che spernacchia i potenti, ladri e corrotti, e tende la mano ai ragazzi. Una Sicilia che sia molto più Pippo Fava e molto meno Santapaola. La Sicilia che racconta a tutta Italia della nostra terra, orgogliosamente meridionale: altro che Milano del sud. (…)”.

Maria Mento

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