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Borsellino, fu depistaggio. Tre poliziotti rinviati a giudizio: costruirono “falsi pentiti”

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borsellinoTre poliziotti rinviati a giudizio per depistaggio

Il gip di Caltanissetta Graziella Luparello ha rinviato a giudizio per calunnia aggravata i poliziotti Fabrizio Mattei, Mario Bo, e Michele Ribaudo, accusati del depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta.

Stando a quanto sostenuto dall’accusa, gli investigatori avrebbero costruito dei “finti pentiti”, che sarebbero stati indotti a testimoniare il falso e ad incolpare delle persone innocenti della strage che ha ucciso il giudice. Le persone condannate all’ergastolo in seguito alle dichiarazioni dei “finti pentiti” furono in tutto sette (poi assolti con giudizio di revisione e oggi costituiti come parte civile).

Il depistaggio ha permesso ai vari esponenti mafiosi realmente implicati nel barbaro assassinio di restare fuori dall’inchiesta, garantendo così il rafforzamento dell’organizzazione.

L’accusa è di calunnia in concorso con i “finti pentiti”

Le nuove indagini aperte dalla Procura di Caltanissetta grazie alla collaborazione del boss Gaspare Spatuzza hanno consentito di riscrivere il capitolo della fase esecutiva dell’attentato inquinato dalle false ricostruzioni.

I tre poliziotti, infatti, facevano parte del pool investigativo – coordinato da Arnaldo La Barbera, deceduto 16 anni fa – che indagò sulle stragi mafiose del ’92 di via D’Amelio e di Capaci.

Tutti e tre sono stati quindi accusati di calunnia in concorso coi finti collaboratori di giustizia. Il gip ha fissato la data del processo ai tre poliziotti per il prossimo 5 novembre.

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