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Un renziano diventa vicepresidente del CSM, i 5 stelle insorgono. Renzi: “E se avesse vinto un grillino?”

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Renziano vice-presidente CSM, scoppia polemica 

Un renziano duro e puro vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura.
Si chiama David Ermini, avvocato penalista, è stato eletto alla terza votazione con 13 voti e – ovviamente – dopo la sua Un renziano diventa vicepresidente del CSM, i 5 stelle insorgono. Il PD: “E se avesse vinto un grillino?”

elezione è stata sospesa la sua iscrizione dal Partito Democratico. Ma questo non basta a placare la polemica. 

Ermini è stato deputato del PD per due legislature ed è un grande amico di famiglia di Renzi. 

Il M5S ha attaccato duramente la nomina del renziano doc.
È incredibile! Avete letto? Questo renzianissimo deputato fiorentino del Pd è appena stato eletto presidente di fatto del Consiglio superiore della magistratura. Lo hanno votato magistrati di ruolo e membri espressi dal Parlamento. Ma dov’è l’indipendenza? E avevano pure il coraggio di accusare noi per Foa che non ha mai militato in nessun partito. È incredibile” commenta Di Maio. 

Ministro della Giustizia contro Ermini 

Anche il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ritiene inopportuna la nomina. “I magistrati del Csm hanno deciso di affidare la vice presidenza del loro organo di autonomia ad un esponente di primo piano del Pd, unico politico eletto in questa legislatura tra i laici del Csm. (…) Prendo atto che all’interno del Csm, c’è una parte maggioritaria di magistrati che ha deciso di fare politica!” ha detto. Concludendo: “ci sono atti che hanno un significato politico che non può essere ignorato”. 

Ma c’è anche chi fa un esame di coscienza. Come Andrea Colletti, deputato M5S che scrive su Facebook: “La colpa dell’elezione di Ermini quale vicepresidente del CSM non è dei togati e laici che lo hanno votato. È nostra, come M5S, la colpa di averlo votato, nonostante fosse un politico vicinissimo a Renzi. Abbiamo sbagliato – io mi sono rifiutato di votarlo – prendiamone atto e facciamo tesoro dei nostri sbagli”. 

E Renzi attacca Di Maio e il governo: “I togati dovevano scegliere tra due professionisti del diritto: uno eletto dal PD, uno scelto dalla Piattaforma Rousseau. Non è pensabile dire che se vince Rousseau è democrazia, se vince uno del PD è complotto”. 

Il problema forse non è che è stato eletto un ex deputato del PD, ma in generale la possibilità di eleggere nel CSM una persona che, fino a un minuto prima, rivestiva un certo abito politico. Che fosse del PD, della Lega o del M5S poco conta (del resto fra i papabili c’era anche il “grillino” Alberto Maria Benedetti): così l’indipendenza del CSM sembra ridotta ad un valore formale, anziché sostanziale.  

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